UN SOGNO ADOLESCENZIALE TRASFORMATO IN REALTA'

La tessitura al telaio era un sogno adolescenziale che ha trasformato in realtà dopo anni di studi e ricerche ostinate: Valeria Belli è una tessitrice abruzzese e la sua bottega è a Brecciarola di Chieti.

In questi giorni della pandemia per il Coronavirus, nei giorni della quarantena, come se la passano artigiani e produttori? Il periodo è drammatico.

Valeria ha uno spirito d’artista: si è diplomata in Arte del tessuto all’Istituto d’Arte di Chieti. Si è poi laureata in Storia dell’Arte medievale. Nel 1999 ha aperto la sua bottega di tessitura al telaio grazie ad un finanziamento europeo.

“Mi sono chiesta cosa si facesse prima di me in Abruzzo e così ho cominciato a fare indagini storiche e sul territorio, alla ricerca di anziane che ancora tessevano a telaio. Così una domenica pomeriggio, avevo 34 anni, sono andata a Carpineto Nora a cercare una signora che ancora tesseva teli di lenzuola ricamati con la tecnica abruzzese dello sfilato. Vidi una signora in una piazza e le chiesi se conosceva una tessitrice. Era lei! Da quel momento dalla signora Francesca ho imparato a usare il telaio. Ma non solo: Francesca mi ha raccontato la sua vita”.

Valeria Belli ha poi conosciuto altre anziane dell’entroterra abruzzese che ancora tessevano al telaio, a Picciano, a Bucchianico, a Casali, nella stessa Brecciarola di Chieti. “Questo ambito territoriale tradizionale è importante ma vengo dall’Istituto d’Arte e per me la tessitura è anche contemporaneo. Quindi da un mix di esperienze nasce il mio approccio. Quello che creo – racconta la tessitrice – è tessuto, paesaggio, altre forme di arte e artigianato. Perché l’Abruzzo per me ha valore a 360 gradi. Mi diverto a trasformare un tessuto e a usare una tecnica tipica per creare poi qualcosa di mio”.

La tradizione del telaio incontra l’arte e nasce “Scolpire la lana”

Nel 2016 Valeria ha partecipato, con un tessuto decorativo da parete (seconda foto in alto, la prima rappresenta i bozzetti preparatori), ad un  concorso dell’Ente Mostra dell’Artigianato artistico abruzzese di Guardiagrele, vincendo il primo premio.

Il tema di quell’anno era la Misericordia (giubileo 2016). “Per regolamento – racconta – ne dovetti fare una copia (quasi) uguale poi donata a Papa Francesco. E’ in lana cardata abruzzese con inserti in gomma e filati di viscosa e lamè. Ho usato una tecnica tipica abruzzese: lu doppie panne” (modello ispiratore nella terza foto in alto)

“Le tasche le ho riempite con lana di recupero dei materassi. Questo lavoro – spiega la tessitrice – è emblematico del mio modo di vivere le tradizioni della nostra regione e a me evoca anche la pietra levigata degli scalpellini della Majella” (vedi nell’ultima foto sopra La teoria degli apostoli sullo stipite del portale della chiesa di San Tommaso di Caramanico).

Tra le realizzazioni di Valeria ci sono alcune delle coperte tradizionali abruzzesi, ma anche lenzuola e asciugamani tessuti a telaio tra il 2003 e il 2006 per Sextantio, l’albergo diffuso di Santo Stefano di Sessanio nato grazie al pioniere e visionario Daniele Kihlgren, l’imprenditore che per primo intuì decine di anni fa in Abruzzo la potenza e la vera vocazione dei borghi.

Per tessere al telaio l’uso di fibre naturali

Per tessere al telaio Valeria usa lana abruzzese ma anche lino, cotone, canapa, alpaca e mohair. “Mi piace far uscire la vena artistica e mescolare anche materiali insoliti, come la gomma”, racconta.  Le fibre per la tessitura a telaio sono tinte a mano naturalmente. Valeria stessa ha cominciato a farlo, raccogliendo, recuperando o riutilizzando le erbe come iperico, camomilla e calendula, foglie di carciofo, mallo di noce, erica, edera, artemisia.

Tessere al telaio per Valeria Belli è anche usare lana abruzzese come quella di Aquilana
Tessere al telaio: corso di tessitura realizzato da Valeria Belli a Santo Stefano di Sessanio

Fino a prima dell’emergenza Valeria Belli si dedicava anche ai corsi di tessitura, cominciati cinque anni fa nel proprio laboratorio, al Museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara e anche a Santo Stefano di Sessanio (foto sopra) nell’Aquilano.

Ora, in questa emergenza, la sua bottega artigiana è chiusa, come le altre. Le vendite sono ferme o rallentate. Come si sta organizzando Valeria? Anche se non è la stessa cosa che entrare in bottega, Valeria pensa di incentivare la vendita online. La situazione rende però tutto più difficile, anche la promozione dell’attività.

Potete scoprire di più su di lei visitando la sua pagina Facebook o il profilo Instagram.

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