"PAOLO DEI LUPI" UNO SPETTACOLO DA NON PERDERE

Majella, escursioni narrate di Francesca Camilla D'Amico. Foto di Majambiente
Una bella volta. Majella, escursioni narrate di Francesca Camilla D'Amico. Foto di Majambiente

Fare qualcosa per salvaguardare la memoria di un territorio attraverso l’arte del racconto. È quello che da anni fa Francesca Camilla D’Amico – 30 anni, pescarese, attrice, scrittrice, regista e guida ambientale – dando vita a spettacoli dove trekking, teatro, musica e natura si incontrano sui sentieri di una montagna, la Majella, che definisce anche morfologicamente “femminile” , dai percorsi morbidi e con boschi e caverne che hanno accolto e protetto.

Tra le storie che Francesca racconta o porta in scena ce n’è una che ama particolarmente per la grande ricchezza umana che testimonia. E’ Paolo dei Lupi, spettacolo liberamente ispirato a  Paolo Barrasso, biologo e poeta abruzzese scomparso nel 1991 a 42 anni in circostanze drammatiche durante un’attività di perlustrazione in montagna. La regia è di Roberto Anglisani, le scene di William Santoleri. Lo spettacolo è Finalista per In-Box Verde 2020 e Finalista al Premio Nazionale “Otello Sarzi” 2020.

A Barrasso  si deve il primo progetto per la salvaguardia del lupo appenninico e per la reintroduzione dei cervi e dei caprioli sulla Majella, oltre che della lontra. Negli ultimi anni aveva concentrato i suoi studi sugli orsi della Majella e sulla banca genetica del lupo. Porta il suo nome il Centro visita Valle dell’Orfento a Caramanico Terme  e a lui è intitolato il rifugio sul Monte Rapina, a oltre 1.500 metri di quota. Il  suo contributo è stato fondamentale  per la costituzione del Parco Nazionale della Majella.

Paolo dei Lupi, la locandina

  “Io sono una forza del Passato. Solo nella tradizione è il mio amore. Vengo dai ruderi, dalle chiese, dalle pale d’altare, dai borghi abbandonati sugli Appennini o le Prealpi..”. Così Pasolini nella sua raccolta Poesia in forma di rosa.

A questo sentire si ispira il teatro di Francesca, legata ad un territorio, la montagna, dove è complicato vivere, ma che va raccontato. E salvato attraverso la memoria, con lo sguardo rivolto al futuro.

Chi è la “narratrice ambulante” sulla Majella

 

Dopo la laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo presso l’Università “La Sapienza” di Roma, Francesca Camilla D’Amico  rientra in Abruzzo e si avvicina alla scuola di recitazione del Piccolo Teatro del Me-Ti diretta da Sandro Cianci, dove riceve una specifica formazione sull’attore narratore, arricchita nel tempo dall’incontro con altri maestri internazionali (Mimmo Cuticchio, Yves Lebreton, Odin Teatret, Théatre du Soleil, Emmanuel Gallot-Lavallée, Antonio Fava e altri).

La fascinazione è tale che non può più tornare indietro. Di quel territorio è figlia e nipote.

Lì hanno vissuto le sue nonne. Di loro e di altre donne e uomini vuole raccontare e racconta, allestendo spettacoli e laboratori. Sceglie di vivere a Caramanico Terme.

Fonda l’Associazione Bradamante Racconti Teatro Territori.

E racconta storie ovunque, improvvisando scenari e quinte: una narratrice “ambulante”, tra borghi e spazi all’aperto, siano prati, boschi o sentieri di montagna, attraverso quelle che chiama “escursioni narrate”.

Per saperne di più  www.bradamanteteatro.it

Articolo di Antonietta Centofanti
Abruzzo Travel and Food

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