ITINERARIO IN SETTE TAPPE, DAL MARE ALLA MAJELLA

Sulla linea Gustav, lamappa

Vi proproniamo un nuovo itinerario escursionistico sui luoghi della storia, lungo la famosa Linea Gustav della Seconda Guerra Mondiale.

Camminare nella storia, sulle strade di guerra, andare alla scoperta di trincee, borghi e storie, restaurare “sentieri della memoria” sono attività che negli ultimi anni hanno visto convergere l’interesse di turisti e camminatori in molte regioni del nostro paese. L’Abruzzo non è da meno.

Abbiamo scritto qualche settimana fa del Sentiero della libertà: un trekking che ripercorre la via di fuga utilizzata da migliaia di prigionieri della Seconda Guerra Mondiale attraverso il Parco Nazionale della Majella. Ogni anno, dal 2000 ad oggi, in corrispondenza dei giorni che commemorano la liberazione d’Italia dal regime fascista, si tiene una lunga marcia di 60 km che parte da Sulmona (AQ) e arriva a Casoli (CH).

Oggi   vi parliamo  di un altro “cammino” della memoria,  “Sulla Linea Gustav”, un percorso pedonale e cicloturistico nato dall’idea di alcuni bikers dell’Associazione Winter Line che nel 2013 decisero di ripercorrere la linea difensiva costruita dai tedeschi per fermare l’avanzata degli Alleati.

Il percorso si sviluppa per 130 km, suddivisi in sette tappe, attraversando venti comuni, alla scoperta della parte orientale della Linea Gustav, dal mare Adriatico alla Maiella e alle Mainarde.

In Abruzzo escursioni e percorsi nella natura, sui luoghi della storia

Un’escursione per sfogliare dolorose pagine di storia percorrendo i luoghi dove sono avvenuti i fatti più importanti e per onorare la memoria di quanti persero la vita  per donarci la libertà. Ma  nello stesso tempo scoprire paesaggi di immane bellezza, con incursioni anche nelle  zone più impervie della linea fortificata difensiva realizzata dai tedeschi, rimaste inespugnate grazie alla loro conformazione.

La linea GustavDrammatico punto di divisione la linea Gustav fu il nome dato alla linea fortificata dalla Wehrmacht, durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo l’8 settembre. Su disposizione di Hitler del 4 ottobre 1943, la linea difensiva delle forze armate tedesche –  realizzata anche con il contributo delle imprese locali e con il lavoro degli italiani rastrellati e inquadrati nella Todt –  avrebbe dovuto ritardare l’avanzata degli Alleati.

La linea Gustav  divideva di fatto la penisola italiana in due. A Nord, il territorio in mano alla repubblica sociale italiana e alle truppe tedesche, a Sud gli Alleati. Un Sud che fu teatro di scontri, di tragedie individuali e familiari.  Le popolazioni dell’Abruzzo, ma anche quelle al confine tra Lazio e Campania, subirono di tutto: razzie, distruzioni, rastrellamenti, stragi e  morte. Ma opposero anche una strenua resistenza.

Basti pensare alla Brigata Maiella,  l’unica formazione partigiana ad essere decorata di Medaglia d’oro al valore militare. Tra l’altro la formazione combattente con il più lungo e ampio impegno affianco degli alleati. O anche alla generosità delle  popolazioni abruzzesi che nascondevano e proteggevano fuggiaschi, partigiani, ebrei. Di cui esistono numerose testimonianze scritte.

Per saperne di più visitare il SITO del progetto.

Antonietta Centofanti
Abruzzo Travel and Food

Sulla Linea Gustav: le tappe

  1. Torino di Sangro – Sant’Eusanio del Sangro (Comuni di Torino di Sangro, Fossacesia, Paglieta, Mozzagrogna, Lanciano, Sant’Eusanio del Sangro)
  2.  Sant’Eusanio del Sangro – Gessopalena (Comuni di Altino, Casoli, Roccascalegna, Gessopalena)
  3.  Gessopalena – Montenerodomo (Comuni di Torricella Peligna e Montenerodomo)
  4.  Montenerodomo – Gamberale (Comuni di Pizzoferrato e Gamberale)
  5. Gamberale – Pietransieri (Comuni di Ateleta e Roccaraso)
  6. Pietransieri – Alfedena (Comuni di Rivisondoli, Castel di Sangro, Scontrone, Alfedena)
  7. Alfedena – Pianoro Campitelli

Venti località da visitare con un itinerario studiato con tanto di itinerario Google da scaricare e guida in pdf per non perdere neanche un dettaglio di questi luoghi tutti da conoscere.

C’è una poesia di Nino Iacovella, poeta e scrittore abruzzese, nata come omaggio alla memoria del padre, ma  che si spande pietosa su questa storia e sulle donne e gli uomini che la fecero e la subirono.

 

Dalla sezione La linea Gustav

Vorrei cambiare nome agli inverni
tenendo più stretto il ricordo del freddo
il gelo nelle dita dei soldati

Veder sparare ancora i tedeschi
a denti serrati dall’alto del muraglione
con occhi che spezzano a vivo
la coda inerme degli sfollati

E cercarvi lì, tra i vecchi a coprire le madri,
le madri come rifugi per sagome minute
(tra il seno e la spalla, insenature
come porti per piccole teste
spaurite nella burrasca)

Sul paese come un’ombra la linea Gustav,
tracciato d’inchiostro sulle rovine,
il confine tra chi si butta a terra
prima o dopo lo sparo

Le mani toccano le radici
di una sorgente prosciugata

È così che dall’assenza attingo
quell’acqua, il ricordo che torna
come freddo tra le dita

Seduto su di una pietra, le scarpe
slacciate, contemplo i graffiti,
con unghie e sangue scavando
sino ai nomi dei padri

Poi mi porto dentro la vista
di un bagliore nella vallata

Come se il cielo si buttasse dall’alto
per venirmi a cercare

Sotto il cielo dell’estate
tra i piani azzurri della città
è come se il mare fosse rovesciato
e avesse illuso con la brezza la litoranea

Ma basta poco per cambiare aria
minare al cuore la bonaccia

ricordare quel giorno del millenovecentoquarantatre
(letta così quella data, sincopata e tutta d’un fiato)
richiama nell’aria i colpi di mitraglia

Mi butto a peso morto sull’asfalto

Sulla testa sibilano come proiettili
le traiettorie di volo dei gabbiani

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