Davanti all'azzurro, una "perla" ricca di storia

Silvi Paese, una veduta
Silvi Paese. La vista panoramica che corre intorno al borgo

Un borgo da non perdere, sul mare in Abruzzo, è Silvi Paese o Silvi Alta, in provincia di Teramo, arroccata su un’acropoli davanti all’azzurro. A pochi chilometri dalla famosa stazione balneare Silvi Marina si trova questo incantevole gioiello definito, non a sproposito, “perla del mare Adriatico”.

La vista è oltremodo panoramica: un cammino conduce per un lungo tratto  tutto intorno al paesino con vista sull’Adriatico. Silvi appare davvero come il “borgo lento” di una volta, anche se reso brioso da nuovi locali.

Le origini di Silvi Paese

Il nome sembra legato alla folta vegetazione (da Silvae, per l’abbondanza dei boschi, o dal Dio Silvano, antico nome delle foreste).

Silvi fu un “Castrum Romanum” legato alla vicina Atri che, secondo alcuni storici, diede il nome al mare Adriatico. Verso la fine del secolo XV i territori si spopolano a causa di guerre ed epidemie. Sono i profughi albanesi, preoccupati dall’avanzare dei turchi di Maometto II, a sbarcare intorno al 1462 e poi negli anni seguenti.

Silvi fu sentinella di Atri per lunghi secoli e la Torre di Cerrano fortificata sulla spiaggia fu l’avamposto dotato di presidio militare permanente. Accanto alla Torre, a pochi metri dalla riva, sotto l’acqua, con una semplice maschera, si possono ancora ammirare i resti del porto romano di Hatria.

Silvi soffrì le frequenti invasioni dei corsari turchi che sbarcavano sulla costa e risalivano la collina, depredando e catturando i poveri abitanti che finivano in schiavitù. Alla fine del XV secolo la popolazione di Silvi era ridotta a pochi residenti e allora il Re Ferdinando d’Aragona pensò di ripopolare il paese con l’immigrazione di famiglie cristiane albanesi, della città di Dulcigno (Ulcinj), fuggiti dalle invasioni musulmane.

Silvi Marina è stata invece creata nell’Ottocento dai pescatori che dalla collina volevano stabilirsi più vicini al mare. Nei primi del Novecento Silvi era insieme a Giulianova e Pescara la marineria più importante d’Abruzzo.

La chiesa di San Silvestro e la torre medievale

Cosa vedere a Silvi Paese

La Chiesa di San Salvatore (nella foto sopra), di arte benedettina, è stata costruita verso nel 1100 in onore del primo protettore di Silvi, San Salvatore, che venne poi sostituito alla fine del XVI secolo da San Leone.

C’è poi la Chiesa di San Rocco, costruita nel XVI secolo come cappella rurale, oggi inglobata nel tessuto urbano.

La chiesa è stata rimaneggiata nei secoli. All’interno è presente un altare barocco con la statua di San Rocco.

La porta medievale (nella foto a destra) si può ammirare appena arrivati a Silvi Paese e può essere l’ingresso per un giro nel centro.

La torre Belfiore si trova vicino al Belvedere, anche  questo da non perdere per la vista straordinaria.

La porta medievale di Silvi Paese

La Torre Cerrano

Tra Pineto e Silvi Marina, lungo la litoranea, si trova la Torre Cerrano di cui abbiamo parlato in un approfondimento a parte riguardante una stupefacente visita guidata all’interno della fortezza. Consigliamo anche a voi di visitare la Torre – che si trova all’interno dell’Area Marina Protetta omonima – e il giardino mediterraneo che la circonda.

Torre cerrano a Silvi
Torre Cerrano a Silvi marina
le dune della zona protetta tra Pineto e Silvi

Le spiagge di sabbia chiara

Per la spiaggia il nostro consiglio rimane quello dell’Area Marina Protetta, dove vi sono fortunatamente ancora le dune e dove nidifica il fratino. Altrimenti, se non volete rinunciare allo stabilimento, avrete l’imbarazzo della scelta.

La stazione balneare di Silvi Marina è Bandiera Blu da tanti anni.

Cosa mangiare: ristorantino di pesce o agriturismo?

Per soddisfare anche il palato, a Silvi Paese ci sono localini di tutti i tipi. A pochi chilometri, nelle campagne, chi ama la tranquillità può trovare anche agriturismi dove mangiare cibi genuini e a chilometro più che zero. Oppure si può optare per il ristorantino di pesce sulla marina.

Un antipasto in un agritusimo

Feste e tradizioni

L’ultima domenica di maggio si festeggia Lu Ciancialone (il Ciancialone). Viene acceso con il fuoco un fascio di canne alto alto fino a dieci metri. La tradizione è legata a una leggenda ambientata intorno al XIV secolo. I  Turchi sbarcarono in una delle loro incursioni nel porticciolo di Hadria e, dopo i saccheggi, si diressero verso Silvi Paese. Un giovane coraggioso, Leone, scese dalla collina con una fiaccola in mano e li affrontò. Quella fiaccola, miracolosamente, emanò una luce enorme tanto che i turchi invasori credettero che un intero esercito fosse lì ad aspettarli e si ritirarono.

A metà luglio c’è un avvenimento imperdibile per chi soggiorna in zona: “Arti e mestieri a Castel Belfiore”. Una mostra per le vie cittadine degli arti e i mestieri di una volta: ci sarà il marinaio, il falegname, il fabbro la tessitrice, il contadino, e molti altri. Nelle sue strette e incantevoli vie ci farà ammirare i dimenticati attrezzi agricoli e marinareschi. Numerosi artigiani inoltre saranno in opera dando forma, con le loro mani, ad oggetti antichi e moderni, ricreando così la tipica atmosfera delle botteghe medievali. Inoltre ci saranno stand gastronomici per poter degustare i tipici prodotti delle terre silvarole. Nel corso delle serate ci saranno anche avvenimenti folkloristici come Il Palio degli asini, la corsa coi sacchi, il celebre ballo della pupa (o pupazza), tradizione che abbiamo raccontato in un altro articolo.

Enrica Di Battista
Abruzzo Travel and Food

Come arrivare a Silvi Paese

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