Dalla "Madonna che scappa" ai "Talami di Orsogna", fino a tante piccole tradizioni

Settimana santa, i riti di Pasqua in Abruzzo
Una madonna nera portata in processione

Sepolcri, processioni, scene della Passione vivente: i riti della Settimana Santa in Abruzzo sono ancora molto radicati. Sono tradizioni molto sentite, ricche di folclore, in un misto di sacro e profano, di radici pagane e cristiane divenute patrimonio identitario delle comunità locali che, tuttavia, sfumano soffocate dalla modernità. Sono tante le tradizioni delle festività pasquali che si svolgono anche nei paesini, qui facciamo una rassegna delle maggiori senza pretesa di ricordarle tutte. Purtroppo anche quest’anno, causa Covid, quasi tutti gli eventi attesi non si terranno o si svolgeranno con altre formule.

A Gessopalena la Passione di Cristo il mercoledì santo

La sera del Mercoledì Santo nel borgo medievale di Gessopalena (Chieti) che da uno sperone di roccia gessosa domina la valle dell’Aventino, si tiene la Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo che oggi fonde insieme teatro, musica e arte. Un’antica tradizione interrotta a fine Ottocento e poi ripresa nel 1965 con scene della Passione in piazza e sul sagrato della chiesa de’ Raccomandati, mentre la Crocefissione avviene sulla sommità del paese vecchio, scavato nel gesso e nella roccia e chiamato Petra Lucente, distrutto dalla guerra e oggi disabitato.

Il Giovedì Santo e i Sepolcri

Il Giovedì Santo, innanzitutto, è ovunque il giorno dei Sepolcri: allestiti praticamente in ogni chiesa, è usanza visitarli per fedeli e non dalla notte dei tempi, anche se la pratica si va perdendo. Nell’area di Vasto si celebrano “Li sippîliche”, usanza  – scrive Stefano Marchetta – che consiste nel mettere a germogliare grano, avena, ceci, fagioli, lenticchie, cicerchia, lupini e altri legumi, il giorno dopo carnevale in recipienti, sulla cui base viene posta della sabbia bagnata e poi messi al buio a farli germogliare, badando di mantenere umida la sabbia.
La scelta dei legumi è personale in base ai colori che piacciono perché ognuno ha un colore proprio, alcuni scelgono un solo tipo altri mischiano più semi. Il mercoledì le donne, dopo aver arricchito i germogli, che a volte superavano i 30 o 40 cm, con piccoli fiori, portavano
li sippîliche nella chiesa di appartenenza per disporli intorno all’altare che, addobbato a festa, diventava il Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Dal giovedì Santo al Sabato Santo le famiglie in un percorso quasi circolare, grazie alla disposizione naturale dei luoghi da visitare, o in senso orario o antiorario, visitavano i sepolcri per pregare in religioso silenzio perché la chiesa era il lutto, vigeva il silenzio, non si cantava e le campane erano legate, per poi ritrovarsi vicino a casa, un popolo in cammino dove durante il pellegrinare si rincontravano amici e conoscenti scambiando i primi auguri per una Santa Pasqua. Il senso religioso nella civiltà contadina è che il legume morto torna alla vita dal buio della morte con il suo germoglio, come Gesù vinta la morte, dal buio del sepolcro risorge nella luce di Dio.

Il giro delle Sette Chiese

Secondo la tradizione diffusa in molte parti d’Italia, la sera del Giovedì Santo i fedeli compiono il cosiddetto giro delle Sette Chiese per andare a visitare i Sepolcri tra il Giovedì e il Sabato Santo. Il numero sette è molto ricorrente nella numerologia dei testi sacri e non solo. A Roma si dice “fare il giro delle sette chiese” per spiegare di aver percorso un lungo, faticoso e spesso inutile tragitto. Il detto viene appunto dal Giro delle Sette Chiese, itinerario di pellegrinaggio in uso dal Medioevo e poi ripreso da San Filippo Neri. A Roma Via delle Sette Chiese testimonia tuttora questa tradizione religiosa.

Un articolo a parte merita la poco conosciuta tradizione de Lu Giuviddì Sande a Cellino Attanasio, nel Teramano.

A Lanciano la Processione degli Incappucciati e a Chieti la Via Crucis

    Giovedì santo a Lanciano (Chieti) la Processione degli Incappucciati la cui origine risale al XVI secolo. Il  Venerdì santo la Via Crucis di Chieti percorre le vie principali del centro storico illuminate da fiaccole accese. Durante la processione, il coro e l’orchestra dell’Arciconfraternita (composti rispettivamente da 150 cantori e 160 musici) eseguono il Miserere composto intorno al 1730 dal musicista teatino Saverio Selecchy.

Il Venerdì Santo la Desolata a Teramo e il Cristo Morto a L’Aquila

Tradizione di Teramo è la Desolata, processione penitenziale di origine medievale (XIII secolo). Si svolge all’alba del Venerdì Santo, con un’intensa partecipazione emotiva. Infatti il corteo è accompagnato da canti, lamenti e luci di torce e candele. Si rievoca infatti la desolazione e la disperazione di Maria nella ricerca del Figlio ormai morto. Questa ricerca “desolata” si snoda per sette chiese di Teramo. Ecco il numero sette che ricorre ancora. Suggestiva anche la processione del Cristo Morto a L’Aquila.

A Barrea la Passione vivente il sabato santo

Nel Parco nazionale d’Abruzzo, e precisamente a Barrea (L’Aquila), il sabato santo va in scena La Passione Vivente, la rievocazione delle ultime ore della vita di Cristo. Ogni edizione è diversa dalle precedenti: variano le scene, i costumi, gli effetti speciali e i dialoghi.

A Scanno due antiche processioni nella settimana santa

Da non perdere a Scanno La processione degli Incappucciati la mattina, lungo le strade del borgo per la visita ai sepolcri. La sera si svolge la processione del Cristo Morto sulle note del Miserere, canto che fa da “colonna sonora” a numerose celebrazioni del periodo pasquale in Abruzzo.

Il rito della Madonna Rossa a San Demetrio Ne’ Vestini (L’Aquila) è stato argomento di un approfondimento a parte (LEGGI).

Il rito di Pasqua più noto in Abruzzo: la Madonna che scappa a Sulmona

La domenica di Pasqua a Sulmona in piazza Garibaldi si svolge l’intenso rito de “La Madonna che scappa”. In uno dei lati della piazza la statua del Cristo Risorto, dalla parte opposta, nella Chiesa di San Filippo, la Madonna vestita a lutto. San Pietro e San Giovanni vanno a bussare alla porta della chiesa per recarle la lieta novella della resurrezione del figlio, al terzo tentativo la Madonna esce e percorre – sostenuta da abilissimi portatori – con passo incerto e cadenzato la distanza tra la chiesa e il centro della piazza. Giunta a metà della piazza riconosce il Figlio risorto: a questo punto inizia una corsa sfrenata, durante la quale cade dalla statua della Madonna il mantello nero del lutto. La Madonna resta con il vestito verde, il colore della rinascita e della speranza, mentre si sentono scoppi di mortaretti. Fino a qualche anno fa la corsa era legata ai ritmi della vita contadina: dal suo andamento le famiglie traevano presagi sull’andamento dell’anno agricolo e possibili calamità naturali.

I Talami di Orsogna (Chieti)

Nel martedì dopo Pasqua, a Orsogna (Chieti) rivive la scenografica sfilata di sette carri allestiti con sacre effigi ispirate alla Bibbia, la Festa dei Talami, divenuta nel 2011 “Patrimonio d’Italia per la tradizione”.

Durante i solenni riti a Campli (Teramo) si può percorrere la bellissima Scala Santa, istituita nel 1772 grazie a un Privilegio Pontificio di Clemente XIV: 28 gradini da salire rigorosamente in ginocchio, la ricompensa è l’assoluzione e, in alcuni giorni dell’anno, l’Indulgenza Plenaria.

La Madonna che Véle a Introdacqua

A Introdacqua (L’Aquila) “La Madonna che Véle” (“La Madonna che vola”), tradizionale appuntamento nella Domenica di Pasqua che si ripete fin dalla seconda metà dell’Ottocento. La piazza del paese, nel Club dei Borghi più belli d’Italia, è solitamente gremita fin dalla mattina in attesa della “corsa” della quadriglia di portatori, privilegio che si acquisisce tramite asta pubblica.

La Madonna che Corre e la Passione di Cristo

Il Lunedì dell’Angelo, a Corropoli, si svolge la processione della Madonna che Corre annunciando la Resurrezione di Gesù Cristo a tutta la popolazione del paese mentre le campane suonano a festa.

A Giulianova la rappresentazione della Passione di Cristo, dalla lavanda dei piedi al tradimento, dalla cattura al rinnegamento di Pietro, dal giudizio davanti a Pilato alla flagellazione, dal calvario alla crocifissione, fino all’epilogo di Giuda, la sepoltura e la resurrezione.

Per altri approfondimenti consultare il sito della Regione Abruzzo

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