UNA STORIA INTRISA DI CULTURA E TRADIZIONE

Scanno di notte
Una veduta del borgo di Scanno di notte

Scanno è un piccolo presepe. Un gioiello di case povere e palazzi signorili adagiati su una montagna, di portali antichi decorati, di camini che fumano circondati da boschi. Ma il borgo amato dai fotografi per i suoi incantevoli scorci è molto più che questo.  Scanno colpisce infatti per la sua forte identità che ancora oggi resiste o almeno trapela, nonostante il progresso tenti di spazzarla via e in parte l’abbia già fatto. Basti pensare al costume tipico delle donne di Scanno, oggi purtroppo in via di estinzione nel suo uso quotidiano. O alla tradizione orafa e a quella del tombolo, attività vive ancor oggi nelle botteghe del paese.

Scanno, una storia di transumanza e matriarcato

Per comprendere Scanno bisogna tenere a mente che questo paese, come altri in Abruzzo, ha vissuto di pastorizia e lana. Le pecore erano la vera ricchezza. Non è un caso se il termine pecunia viene dal latino pecus, bestiame. Non ci si stupirà, dunque, nel vedere palazzi signorili in un borgo di pastori. E poi, per capire Scanno, bisogna considerare che questa come altre simili era una società matriarcale. Perché durante la transumanza dei pastori in Puglia erano le donne a badare ai figli per mesi e mesi e, al tempo stesso, a mandare avanti la casa e a lavorare la lana da vendere. La donna a Scanno ha dunque un ruolo di primo piano. E così il suo costume. Gli uomini tornavano dalla transumanza in occasione della festa di Sant’Antonio di Padova a giugno e ripartivano dopo la festa di Sant’Eustachio a settembre. Tutto ruotava intorno ai bisogni delle pecore e dipendeva dai cicli della natura e le feste religiose ne scandivano i tempi.

La foto di Gabriele D’Annunzio nella chiesa di Scanno

Gabriele D'Annunzio nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Scanno
Gabriele D'Annunzio nella chiesa di Santa Maria della Valle a Scanno, foto dal web

C’è una foto del 1896, scattata all’interno della chiesa di Santa Maria della Valle, che è un documento storico. Immortala la vigilia della partenza degli uomini per la transumanza. Tra gli scannesi le uniche sedute sono le donne, vestite in costume tipico, sedute alla turca al centro. Gli uomini sono tutti in piedi, a destra. Ospite Gabriele D’Annunzio con una delle sue amanti, entrambi seduti sulle panche a destra. Il poeta rimase colpito per la forte tensione emotiva che si percepiva in chiesa in un momento topico come quello del distacco degli uomini della comunità.

Il costume delle donne di Scanno

A Scanno hanno puntato i propri obiettivi grandi fotografi: il primo fu Pietro Di Rienzo, poi arrivarono il francese Henri Cartier Bresson, la tedesca Hilde Lotz-Bauer, gli italiani Mario Giacomelli e Gianni Berengo Gardin. In molte delle loro fotografie c’è la donna di Scanno con il suo tipico costume. Oggi sono rimaste poche anziane a vestire l’abito quotidiano. Mentre il costume tradizionale, nella sua versione più ricca, viene indossato nelle feste del paese. Ogni elemento del vestito ha una storia e una simbologia interessante. Ad esempio, i bottoni sul petto hanno la forma del capezzolo a testimoniare abbondanza e fertilità. E proprio dal bottone del costume di Scanno è nata, per esigenza, l’arte orafa di questo luogo. Di bottoni oggi c’è un infinito campionario storico.

La tradizione artigiana dell’arte orafa e del tombolo

La tradizione orafa è ancora viva a Scanno in diverse botteghe, dai Di Rienzo ai Rotolo solo per citare le più antiche, che tramandano da generazioni questo prezioso artigianato italiano molto amato e richiesto all’estero. La presentosa, il gioiello tipico d’Abruzzo, è solo il più noto esempio di questo culto che si mantiene. Anche qui la storia si intreccia con la pastorizia. Questi preziosi si chiamano “gioielli dei pastori” perché erano i regali degli uomini di questi luoghi alle loro donne. Oggi in alcuni casi di eccellenza l’arte orafa si è sposata con quella del tombolo, sempre molto antica e tipica di Scanno: vengono creati gioielli con una cornice di oro o argento e preziosi inserti di merletto a tombolo.

Luoghi da non perdere

Il borgo di Scanno è Bandiera arancione del Touring club Italia, ovvero un luogo da non perdere.

La chiesa principale è quella di Santa Maria della Valle ma tante altre meritano una visita, dalla chiesa di Sant’Antonio da Padova a quella di Sant’Eustachio e a Santa Maria di Costantinopoli alla chiesa di Sant’Antonio Abate (all’esterno di questo edificio di culto è ancora viva la tradizione di festeggiare il santo il 17 gennaio di ogni anno, distribuendo alla popolazione sagne e ricotta).

Fontana Sarracco: qui ogni cannella, a forma di serpente, ha un mascherone diverso raffigurante un ceto sociale e ognuno beveva dalla cannella che rappresentava il proprio ceto. Ci sono poi tanti edifici importanti. Tra questi Palazzo Mosca, Palazzo Nardillo e Palazzo Rienzo sono la testimonianza della ricchezza di queste famiglie grazie alla pastorizia e al commercio della lana.

Da notare una simbologia ricorrente: il serpente. E’ facile trovarlo, come ci racconta Enzo Gentile, scannese doc, sui portoni della case a protezione della famiglia. Anche i mascheroni o linguacce hanno una funzione apotropaica e protettiva della casa dalle eventuali negatività esterne.


Per comprendere la storia di Scanno non perdete il Museo della lana, progettato nel 1992 dal professore Michele Rak dell’Università di Siena, raccoglie in modo eccezionale oggetti di uso comune nelle case tra fine Ottocento e metà Novecento. E’ la testimonianza di questa cultura pastorale. Troveremo utensili, strumenti di lavoro, giochi antichi e molto altro.

Scanno, il borgo così tanto immortalato, ha la sua Via dei fotografi da cui poter scattare uno scorcio del borgo.

Andando a passeggiare al lago di Scanno, bandiera blu, non perdete la chiesa della Madonna del lago.

Il sentiero del cuore, lungo un percorso di circa un’ora, vi porterà alla vista del lago che solo da quella angolazione assume la forma di un cuore.

Piatti tipici di Scanno

Da non perdere i chezzellitti con le fuoje: gnocchetti acqua e farina conditi con broccoletti di montagna; ma li potrete trovare anche con altri sughi, come al formaggio.

Tipici sono anche l’agnello e i formaggi, tutto di alta qualità visto l’ambiente dove possono pascolare gli animali.

Dolci locali sono i mostaccioli e il Pan dell’Orso.

Chezzellitti con le fuoje
Chezzellitti con le fuoje, piatto tipico di Scanno

Come arrivare a Scanno

Dall’autostrada A25 per Pescara, uscire a Cocullo e poi lungo la SS479 proseguire per Anversa e Scanno.

Un rigraziamento particolare ad Enzo Gentile, scannese doc e amante di Scanno, per le informazioni e il materiale documentario fornito

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