Scanno, borgo dei bambini
Scanno, il centro pieno di bambini in una foto di Enzo Gentile

Scanno non è solo il borgo gioiello che conosciamo, immortalato dai fotografi o da artisti come Escher. Ora Scanno è anche al centro di un volume accademico, dal titolo Ecology of childhood (Ecologia dell’infanzia), scritto dalla professoressa statunitense e avvocato dei diritti dell’infanzia Barbara Bennett Woodhouse, edito dalla New York University press. Il volume, di 300 pagine, è un ampio studio sull’infanzia, frutto di uno studio durato oltre dieci anni, che comprende straordinariamente anche la realtà di Scanno.

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La presentazione del libro a scanno
La presentazione del libro a Scanno: l’autrice con Silvia Mosca e due donne in costume tipico. Foto Enzo Gentile

Questa ricerca nasce nel 2007, finanziata dall’Istituto universitario europeo di Fiesole e dall’Emory University di Atlanta. La professoressa Bennett Woodhouse da anni girava l’Italia alla ricerca di una comunità da prendere a campione. Poi conobbe Scanno, per caso, una sera del maggio 2011: doveva essere solo una tappa all’interno di un viaggio lungo lo stivale; fu invece l’inizio di un lungo amore. Barbara Bennett Woodhouse, con il marito e il cagnolino, tornarono dagli Stati Uniti ogni anno a Scanno, che è divenuta ormai la loro seconda casa, e non solo perché con il borgo fu amore a prima vista. La docente trovò infatti in questo affascinante paese, incastonato tra le montagne abruzzesi, l’oggetto dei suoi studi. Per otto anni la professoressa trascorse almeno sei mesi l’anno ad osservare i bambini e i ragazzi di Scanno.

Barbara Bennett Woodhouse con il marito a Scanno
La professoressa Barbara Bennett Woodhouse a Scanno, foto Enzo Gentile

Si accorse presto di quanti fiocchi rosa e azzurri fossero appesi alle porte, nonostante l’emorragia dello spopolamento che svena le aree interne. E del legame unico e particolare tra i bambini e il paese. La docente si meravigliò del fatto che a Scanno i piccoli potessero giocare in strada senza pericoli delle auto (nella cosiddetta “ciambella” delle vie del centro) e soprattutto controllati da una comunità che è una famiglia estesa, nello stesso luogo dove si ritrovano gli adolescenti e dove chiacchierano tra loro gli anziani, i nonni. “Non ci sono babysitter a Scanno. Durante il giorno incontravo lo stesso bimbo o infante nello stesso passeggino ma con differenti adulti che lo spingevano. Ero confusa su quale bambino appartenesse a quale adulto”, scrive la ricercatrice, secondo quanto riportato anche da Silvia Mosca in un articolo su La Foce, il periodico più antico d’Abruzzo, edito a Scanno.

Ed ancora, scrive la professoressa nel suo volume: “Come vorrei che ogni bambino avesse una tale squadra di volenterosi cogenitori che si offrissero volontari, in modo che il bimbo possa godere dell’aria aperta e interagire con gli altri, mentre i caregivers primari (i genitori) svolgono le faccende domestiche, cucinano o recuperano il sonno perso”.

Lo studio è stato pubblicato nel 2020, in pieno lockdown; per l’autrice è stato possibile presentarlo quindi in Italia solo di recente, ovviamente a Scanno. Alla presentazione, curata e moderata dalla giornalista Silvia Mosca, hanno partecipato il sindaco di Scanno Giovanni Mastrogiovanni, l’assessore alla cultura Francesco Rotolo, il presidente dell’associazione La Foce Pasquale Caranfa e, con un collegamento, il professore di sociologia della Sapienza di Roma, Paolo De Nardis.

Enrica Di Battista – foto gentilmente concesse da Enzo Gentile

The ecology of childhood di Barbara Bennett Woodhouse
La copertina del libro The ecology of childhood
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