Un progetto inclusivo e contro lo spopolamento dell’Appennino

Residenze teatrali nell'Aquilano, progetto di Giancarlo Gentilucci

Nell’Abruzzo interno c’è una realtà che da tanti anni fa teatro ma soprattutto è un polo culturale e sociale: è l’associazione culturale Arti e Spettacolo. L’obiettivo non è solo produrre, realizzare e mettere in scena spettacoli – cosa che già basterebbe – ma contribuire a costruire, attraverso la cultura, una nuova identità per questi luoghi. E dare speranza ai giovani che vogliono restare, facendo anche girare virtuosamente una microeconomia. Il sogno che da anni persegue Arti e Spettacolo è creare una residenza teatrale nell’Aquilano, dopo progetti già sperimentati altrove.

Cosa sono le residenze teatrali? Sono luoghi, già presenti nelle virtuose Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Toscana, dove ospitare le compagnie teatrali per avere il tempo di preparare e allestire gli spettacoli. Un sogno che in provincia dell’Aquila è arrivato ad un soffio dalla sua realizzazione ma che trova delle strane resistenze, nonostante due ricorsi vinti. Una storia che ha dell’incredibile.

L’intervista a Giancarlo Gentilucci

Il progetto sociale e culturale di Arti e Spettacolo

L’associazione Arti e Spettacolo è stata fondata nel 1994 da Giancarlo Gentilucci, scenografo, costumista e regista teatrale, ed è portata avanti insieme all’attrice e doppiatrice Tiziana Irti e alla scenografa e montatrice Daniela Vespa.

“Il nostro progetto – racconta Gentilucci – è quello di lavorare su una porzione di territorio nella media valle dell’Aterno: circa 14 comuni, luoghi praticamente abbandonati, con pochissimi abitanti. Abbiamo lavorato sulla memoria, sugli antichi mestieri, sulle funzioni economiche e sociali che esistevano in queste piccole comunità: un patrimonio che si è disperso”.

Un lavoro per i giovani e un appello alle istituzioni

“Dobbiamo capire dove siamo e da dove venivamo e trattenere questi ragazzi perché possano costruire il loro futuro in questi luoghi. Si tratta di un territorio solo ad una prima lettura disastrato, in realtà contiene ancora grandi opportunità. Bisogna che questi giovani le comprendano ma le istituzioni e la politica dovrebbero aiutarli a restare perché i migliori stanno andando via e restano quelli che si disperdono in frustrazioni varie. Dovremmo tutti insieme costruire qualcosa di affascinante per questi ragazzi affinché creino le loro imprese. Non c’è più il posto di lavoro. Oggi è il tuo posto di lavoro e te lo sei costruito. Ci sono stranieri che si sono trasferiti nell’Abruzzo interno: spesso arrivano da fuori e comprendono più di noi le potenzialità del posto”.

L’esperienza del post-terremoto tra le tendopoli

La residenza artistica appena inaugurata da Gentilucci nel 2008 a Casentino (Aq) divenne inagibile a causa del terremoto del 2009. Così Arti e spettacolo ha svolto attività teatrale e culturale in una tensostruttura nella tendopoli di Villa Sant’Angelo (un borgo a pochi chilometri) e poi ha inaugurato lo Spazio Nobelperlapace nel 2009 nel vicino San Demetrio Ne’ Vestini, alla presenza del premio Nobel Betty Williams e degli attori George Clooney e Bill Murrey.

Quel luogo sa di miracolo viste le difficoltà di chi fa cultura in Italia, soprattutto nei territori interni. Spazio Nobelperlapace è nato nell’immediato post-terremoto del 2009 concretizzando il ruolo sociale e catartico del teatro in un momento drammatico. Qui lo Spazio Nobelperlapace mette in scena spettacoli di alto profilo, fa corsi di teatro per adulti e bambini, laboratori e seminari. E’ quindi un indiscutibile spazio di incontro e di socialità che dovrebbe crescere e fortificarsi ancora per distribuire ancora meglio preziosi semi di speranza in un territorio ad alto rischio di spopolamento.

Si tratta di un teatro molto legato alla realtà in cui si colloca e alla contemporaneità. “Non facciamo rielaborazioni storiche. Gli spettatori di questi luoghi non sono il pubblico ma gente che sceglie di frequentarti e vengono continuamente a chiederti cosa sta succedendo, al di là di quello che metti in scena. Si stabiliscono relazioni di amicizia, di partecipazione a progetti anche di altra natura. Altri si avvicinano perché vogliono comprendere le tecniche”, racconta Gentilucci.

Lo Spazio Nobelperlapace ha anche una biblioteca ed è aperto tutto il giorno, un punto di riferimento culturale per bambini, ragazzi, adulti e anziani. La messinscena è l’opportunità per costruire nuove relazioni. “Per assurdo – spiega il direttore artistico – il momento dello spettacolo è quasi la parte marginale del lavoro culturale che svolge Arti e spettacolo. Dopo le rappresentazioni stiamo insieme agli spettatori, parliamo con il pubblico, beviamo un bicchiere di vino. Ci sono spettatori che scrivono agli artisti, che li aspettano, portano un dolcetto per l’attore. César Brie viene in Abruzzo da trenta anni, anche se non deve fare uno spettacolo”.

Il progetto di residenze teatrali e quell’inspiegabile resistenza…

Arti e Spettacolo ha un progetto di residenze teatrali, perché per creare spettacoli c’è bisogno di tempo e di continuità. L’associazione, tra le ipotesi, pensa anche di poter chiedere in uso i Map vuoti (Moduli abitativi provvisori, le casette del terremoto). Un modo intelligente di riusare quelle strutture del post-terremoto. Non sembra infatti che qualcuno, a livello politico e amministrativo, si stia ponendo la questione di che vita avranno le casette quando chi le ha abitate torna nella propria abitazione ristrutturata. Tuttavia l’idea di Gentilucci potrebbe avere vita anche altrove.

Ma su questo progetto “ci siamo scontrati con la realtà istituzionale. La Regione Abruzzo ha fatto propria una legge dello Stato e ha istituito finalmente un bando per immettere risorse pubbliche nei progetti di residenze teatrali. Noi abbiamo avuto per tanti anni una residenza teatrale a Corfinio: una sede con 22 posti letto, cucine, tre sale lavoro. Qui è passato molto teatro contemporaneo, sono stati preparati spettacoli che hanno vinto premi e rassegne. Avevamo una lunga storia ed esperienza su questi argomenti. Insomma, abbiamo partecipato e ci hanno escluso dal bando. Siccome le realtà del settore in Abruzzo le conosciamo tutte, mi è sembrato strano. Sono stato costretto a fare accesso agli atti e mi sono accorto che erano abbastanza ambigui e ho fatto un ricorso al Tar. Abbiamo vinto, la Regione ha perso ma ha fatto ricorso al Consiglio di Stato e ha perso anche quello. Però non ci hanno reintegrato in questa graduatoria. Abbiamo fato due diffide ma c’è un silenzio tombale e non si capisce per quale motivo. Mi stupisce che un’istituzione come la Regione non prenda atto di due sentenze. Immagino ci siano altri motivi”. Ma il sogno di Gentilucci non si arena qui.

Enrica Di Battista
Abruzzo Travel and Food

Print Friendly, PDF & Email