Pizze fritte (Pizz’onta),ricetta facile e veloce tipica d’Abruzzo

Una ricetta della mia infanzia (e non solo della mia) è quella delle pizze fritte abruzzesi, comunemente chiamate pizzonte o pizz’onte (ovvero pizze unte). La pizza fritta abruzzese, per chi non la conoscesse, è una specie di frittella fatta con la pasta della pizza, fritta in olio bollente per pochi attimi. Può definirsi un ottimo cibo da strada, precursore di quello che viene chiamato street food e che oggi va molto di moda. La pizza fritta, infatti, è molto diffusa nelle tipiche sagre dei paesi e dei borghi abruzzesi, oggi proposta anche in alcuni ristoranti.

Certo, friggere nell’olio di casa è tutta un’altra cosa. Io uso l’olio extravergine di oliva – perché ha un alto punto di fumo – e la farina di tipo 1 o di tipo 2 perché è meno raffinata, quindi è più sana e ha molto più sapore. Ci sono tanti modi per fare le pizze fritte abruzzesi: salate, dolci o farcite, caserecce o gourmet. Intanto cominciamo con la base. ENGLISH VERSION

Traditional Abruzzo recipe: pizza fritta

Ingredienti per 4-6 persone

  • Farina di tipo 1, 600 grammi
  • Acqua circa 300 grammi (comunque q.b. per l’impasto: molto dipende da quanto assorbe la farina)
  • lievito di birra, ½ cubetto
  • 20 grammi di olio
  • un pizzico di sale
  • un pizzico di zucchero
  • olio extravergine di oliva per friggere
  • Poco sale da spolverare sopra (o zucchero, per chi le volesse dolci)

Preparazione delle pizze fritte abruzzesi

Sciogliere il lievito di birra in poca acqua tiepida e poi, in una ciotola, aggiungere la restante acqua e mescolare. Formare una fontana con la farina, l’olio, il sale, appena un pizzico di zucchero e versarvi dentro, poco alla volta, l’acqua e il lievito messi da parte. Se non si dispone di un piano lavoro adatto si può lavorare anche in una ciotola o nella planetaria.

Bisogna lavorare l’impasto come per la pizza, regolando di acqua o farina solo se serve. Quindi, se l’impasto dovesse risultare appiccicoso aggiungete un po’ di farina (pochissima alla volta, solo quella necessaria). Dopo aver impastato e lavorato sul piano l’impasto, formare una palla liscia ed elastica. Mettere per due o tre ore a lievitare l’impasto, coperto da un telo e in un luogo lontano da correnti (va bene anche in un forno spento, farà da camera di lievitazione).

Una volta raggiunta la lievitazione, prendere delle piccole palle di pasta e stenderle con il mattarello su un piano infarinato, fino a formare la grandezza desiderata. Lo spessore deve essere di un centimetro-un centimetro e mezzo.

La grandezza delle pizze fritte abruzzesi è a piacere: si possono fare in versione mignon o grandi, come quelle delle sagre. A me piace la versione più piccola, adatta anche a cene in piedi o per una sera davanti alla tv, aperitivi, merende.

Pizza fritta - Abruzzo Travel and Food
Pizz'onta - Abruzzo Travel and Food

Prima di friggerle è utile fare dei buchi sulla pasta con i rebbi della forchetta, per evitare che si gonfino eccessivamente. Vanno fritte – poche alla volta, se la padella è grande, altrimenti una per volta – in abbondante olio caldo fino alla doratura, rigirandole. Attenzione: cuociono in neanche un minuto. Poi vanno scolate e messe su carta assorbente.

L’ideale è mangiarle calde, con una spolverata di sale come le facevano le nostre nonne. La versione dolce è con una spolverata di zucchero. Le nonne le facevano anche con una salsa di pomodoro fresco sopra. Ma possono anche essere farcite all’interno  come più piace.

La preparazione della pizza fritta abruzzese

[print-me target=”div#id_of_element_to_print” title=”Print Form”]

Print Friendly, PDF & Email