Torre Cerrano dal giardino mediterraneo. Foto Enrica Di Battista
Torre Cerrano, tra Pineto e Silvi, dal giardino mediterraneo dell'oasi marina protetta

Un itinerario di indimenticabile bellezza sulla riviera adriatica in Abruzzo è nelle Terre del Cerrano, una zona di 230 km quadrati che comprende quattro comuni: Pineto, Roseto degli Abruzzi, Silvi e Atri. La ricchezza del territorio è racchiusa nella sua morfologia: dalle colline fertili si scende lentamente al mare in un viaggio di colori, profumi, sapori. Non vi annoierete. Cosa fare, cosa vedere, dove dormire e dove mangiare nelle Terre del Cerrano? Ecco un itinerario suggestivo da poter fare anche in tre giorni.

IL SIMBOLO – Simbolo della zona è la Torre del Cerrano, eretta a difesa della costa dalle invasioni di turchi e saraceni. Il luogo è stato individuato dagli storici come sede dell’antico porto della città di Hatria, probabilmente di epoca romana. Le guide del Cerrano, tra le iniziative, organizzano una facile immersione (snorkeling) con maschera e pinne, per ammirare i resti sommersi del porto di Atri davanti alla torre. (E-mail: guidedelcerrano@gmail.com – Tel: 3803190050).

A spasso tra borghi antichi e terrazze sul mare

SILVI PAESE – Da Silvi Marina (dove troverete stabilimenti, ristoranti e ogni genere di struttura ricettiva) è d’obbligo raggiungere in pochi minuti l’antico borgo marinaro di Silvi Paese (o Silvi Alta, perché si trova in collina). Qui un percorso che costeggia il paesino, fatto di caratteristiche viuzze in mattoncini, vi porta su una rotonda sul mare con vista mozzafiato su un mare azzurrissimo. Se le condizioni meteo lo consentono da qui riuscirete a scorgere i Monti della Meta e Le Mainarde che tracciano il confine con Silvi Paese. Il belvedereil Molise. Lo sguardo riesce a catturare ad ovest indimenticabili immagini della Majella e del Gran Sasso che svetta con la cima più alta dell’Appennino, il Corno Grande e i suoi 2912 metri di altezza. Su Silvi Paese trovate un articolo a parte qui.

Entrate nella Chiesa di San Salvatore, risalente al 1100:  l’interno si presenta barocco e del passato medievale si conservano le due acquasantiere ed una parte di un affresco raffigurante Santa Caterina d’Alessandria, una figura femminile molto rappresentata nella zona insieme a quella di San Rocco, che troverete rappresentata anche nella vicina Atri.

Le botteghe e i localini di Silvi paese vendono diversi prodotti tipici. E’ quindi una sosta ideale per gustare un buon panino rustico con salumi e formaggio pecorino, oppure un frittino di pesce anche in un cartoccio o un aperitivo, seduti sulla panchina del belvedere godendosi il panorama. Qui la scritta blu sul bianco del muro di una abitazione dice tutto: “La felicità è un’idea semplice davanti al mare” (è una citazione dello scrittore francese Jean Claude Izzo).

La magia dei Calanchi di Atri al tramonto

Calanchi di Atri
Una veduta dei Calanchi di Atri

Proseguendo il vostro percorso verso Atri, troverete il Parco Regionale dei Calanchi di Atri. Qui non potete non fermarvi a godere il tramonto (d’estate in altre ore è troppo caldo). Noi abbiamo fatto un’escursione a fine primavera, quando i fiori erano ancora al massimo delle fioriture e il loro profumo era davvero inebriante. Ne abbiamo scritto un articolo a parte che trovate qui.

Atri, una città salotto

La cattedrale di Atri

Non potete non visitare Atri, uno dei centri più importanti dell’Italia centrale nel Medioevo e nel Rinascimento. Da visitare assolutamente la Cattedrale, con le pitture di Andrea de Litio, e il Teatro comunale, gioiello della città. Potete contattare l’associazione CultTurA’ e il punto informativo gestito dalla Cooperativa Il Filo di Arianna, in pieno centro, con le loro proposte di visita del Teatro e della stupenda città. Rimandiamo ad un successivo articolo l’approfondimento solo sulla città di Atri che abbiamo visitato con grande interesse.

 

Mutignano, l’antico borgo di Pineto

Tornando da Atri sulla provinciale, fermatevi nel borgo antico di Pineto: Mutignano. Le sue viuzze ordinate e pulite nascondono angoli suggestivi che vi accompagnano sul punto panoramico Il Castellaro – dove consigliamo un aperitivo o un gelato – e si congedano da voi sul percorso che vi accompagna alla chiesa di San Silvestro che conserva una pala d’altare del pittore Andrea De Litio, autore del Quattrocento abruzzese.

Mutignano, l'antico borgo di PinetoMutignano

Una lunga pineta balsamica sul mare azzurro

Il paese di Pineto è reso unico da una lunga pineta litoranea – voluta nel Novecento dalla famiglia Filiani – dai profumi inebrianti che mescolano il balsamico dei pini all’odore del mare. Un’esperienza unica, anche per la vista: si passa dal verde all’azzurro in un battito di ciglia. Non a caso Pineto è uno dei lidi preferiti dalle famiglie con bambini che nelle ore calde possono trovare ristoro camminando con i passeggini in pineta. Sotto all’ombra dei pini è ideale anche per gli adulti fare un picnic o una magnifica siesta. Accanto alla pineta passa una ciclabile che merita assolutamente (a Pineto tutti vanno in bicicletta): 30 km di percorso tra Roseto e Silvi. A Pineto i bambini (e non solo loro) possono trovare divertimento e brividi anche nel Parco avventura Cerrano Park. In paese è caratterizzante Villa Filiani, la residenza della famiglia così importante per il luogo. Qui potete visitare il museo etnomusicologico D’Abruzzo.

La Torre del Cerrano a Pineto, un’area marina protetta

Torre cerrano a Silvi
Torre Cerrano a Pineto

La Torre del Cerrano, una delle antiche torri costiere del Regno di Napoli, è il simbolo di questi luoghi. Qui sorge un’area marina protetta dove nidifica il fratino. Di questo luogo incantato ne abbiamo scritto già, l’articolo lo trovate qui. Su Facebook, Instagram e YouTube trovate anche video.

La spiaggia vicino all’area protetta, con le rare dune, è una delle più belle d’Abruzzo: ci sono anche spiagge libere e il bagno si può fare, sempre “in punta di piedi”.

Una passeggiata a Montepagano, l’antico borgo di Roseto

Montepagano  è l’antico borgo in collina di Roseto degli Abruzzi, la “città delle rose”, località turistica balneare ricca di stabilimenti e ogni genere di negozi. Dopo o prima di un bagno al mare andate a visitare l’antico borgo che sorge alle spalle, in collina. Simbolo di Montepagano è il Campanile della Chiesa di Sant’Antimo che svetta e si scorge da lontano.

Dove dormire nelle Terre del Cerrano

La zona delle Terre del Cerrano offre l’imbarazzo della scelta sulle strutture ricettive, sul mare o nella vicina campagna in collina. In ogni paese o borgo trovate alberghi, pensioni, agriturismi, bed and breakfast, campeggi attrezzati. Potete cercare online o rivolgervi agli uffici di informazione e accoglienza turistica.

Cosa mangiare: un’infinità di sapori che vi resteranno dentro

La ricchezza paesaggistica, tra colline e mare, si rispecchia nella cucina. Non farete fatica a trovare aziende agricole e agrituristiche, frantoi e cantine che producono e vendono direttamente l’olio extravergine di oliva con spremitura a freddo e ottimi vini delle dolci vigne davanti al mare. E così per la verdura e la frutta locale. Per questo consigliamo anche di cercare agriturismi nelle vicine campagne che cucinano direttamente i prodotti che coltivano.

La cucina di terra è quella ottima del Teramano e comprende, tra i piatti tipici, gli spaghetti alla chitarra al sugo con le pallottine (piccole polpettine) e il timballo di scrippelle (pasta al forno tipo lasagna ma fatta con le crespelle). Tra i piatti marinari ci sono gli immancabili primi ai frutti di mare, il brodetto di pesce e la paranza. I vini delle colline sono i tipici d’Abruzzo: il rosso Montepulciano (quello delle colline teramane è davvero speciale), il rosato Cerasuolo, i bianchi Trebbiano e il Pecorino, ottimi per accompagnare il pesce.

Il GAL Terreverdi Teramane organizza interessanti tour culturali ed enogastronomici alla scoperta del territorio >> www.galterreverditeramane.it

Altri prodotti tipici delle Terre del Cerrano

Ricordiamo che Atri è anche la patria della liquirizia (trovate il negozio dello storico marchio Menozzi-De Rosa in centro) e del Pan Ducale di Atri, dolce tipico dal 1300, oggi confezionato tipo plum cake, al cioccolato con le mandorle (non ce lo siamo fatti mancare!). Atri vanta anche un’antica produzione di birra. Infine una chicca: nell’Oasi dei Calanchi di Atri è stata riscoperta la Gallina nera atriana, varietà che risale ai tempi dei romani.

Enrica Di Battista – Abruzzo Travel and Food

Se avete suggerimenti e consigli non esisitate a scrivere: abruzzotravelandfood@gmail.com

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