Il documento sottoscritto da economisti, professori e altri esperti

Piano di rilancio Italia, tra i 5 pilastri l'agricoltura territoriale di qualità

Il piano di rilancio dell’Italia può cominciare dal Sud. L’agricoltura di qualità, la biodiversità, la difesa del territorio e dei beni culturali, il turismo sostenibile sono fra i pilastri per una ripresa del Meridione che farebbe da volano alla ripresa nazionale. Lo si evince dal documentoRicostruire l’Italia, con il Sud” sottoscritto da decine di economisti e altri esperti. Una sorta di manifesto che indica come utilizzare al meglio i 209 miliardi di euro del Recovery fund europeo destinati al nostro Paese. Temi che hanno ispirato anche questo sito Abruzzo travel and food, fin dalla nascita, pochi mesi fa.

I firmatari del Piano di Rilancio

Tra i firmatari di questo vero e proprio Piano di Rilancio figurano docenti universitari quali Guido Pellegrini e Gianfranco Viesti (editorialista de “Il Messaggero”), economisti come il direttore dello Svimez (ente di sviluppo per il Mezzogiorno) Luca Bianchi, editori del calibro di Alessandro Laterza e Carmine Donzelli, personalità quali Marco Rossi Doria, ex ministri come Carlo Trigilia.

I presupposti del progetto

Essi si dicono convinti che mettere il nostro Meridione al centro del Piano non va considerata una mera rivendicazione territoriale e regionale ma sia un’esigenza ineludibile per lo sviluppo dell’intero Paese.

Perciò “si crescerà tutti se l’avanzamento di ognuno aiuterà gli altri, grazie alle interdipendenze economiche”. In tale prospettiva, dunque, “il Sud deve e può offrire un contributo fondamentale alla ricostruzione, ma deve essere messo in grado di farlo, a vantaggio dell’Italia intera”. E l’Abruzzo è parte del Meridione, avendo però il vantaggio di far da cerniera con Roma, con il Lazio e con altre regioni virtuose del Centro Italia.

Ecco le cinque aree in cui, secondo questi esperti, andranno fatti cospicui investimenti

1) Sociale e Sanità – Sviluppare il sociale è una “precondizione” per altri sviluppi. Vanno costruite reti pubbliche di servizi socio-sanitari territoriali, con occhio particolare alle situazioni più “deboli”. Quindi ospedali e servizi migliori, all’altezza di garantire nel Sud, come in tutta Italia, pari diritti di cittadinanza. Creando nuove occasioni di lavoro qualificato, soprattutto per i giovani.

2) Istruzione – Vanno fatti investimenti “prioritari” per accrescere quantità e qualità degli apprendimenti, garantendoli in tutti i territori e in ogni ordine e grado di scuola contro ogni forma di abbandono scolastico. Nel Mezzogiorno devono essere abbattute le tasse universitarie e va rafforzato il diritto allo studio, dando prospettive concrete ai più giovani ricercatori e docenti.

3) Mobilità – E’ necessario investire massicciamente nella mobilità generale e nelle “grandi opere”. Va completamente ristrutturato il trasporto urbano “per accrescere la capacità economica delle periferie, rivitalizzare il terziario nei centri storici, aumentare l’integrazione fra economie urbane e territori circostanti” .

4) Imprese – Gli investimenti vanno diretti ad accrescere la qualità delle imprese ma anche le loro dimensioni, favorendo una forte innovazione anche di matrice digitale. Va incrementata l’occupazione riducendo gli oneri contributivi sul lavoro e incentivando con sgravi fiscali le stabili assunzioni di personale qualificato.

5) Territorio e agricoltura – Vanno dedicate risorse alla valorizzazione della varietà territoriale e ambientale. Si devono sostenere le produzioni tipiche, la qualità e la biodiversità agricola, i beni culturali, un turismo più sostenibile, la produzione diffusa di energia da fonti rinnovabili, la prevenzione e la tutela del suolo, soprattutto sull’Appennino. Importante anche la rigenerazione dei patrimoni immobiliari.

Conclusioni

Insomma, dicono i firmatari del Piano di Rilancio, “la ricostruzione sarà più forte con il contributo di tutti i luoghi, in tutta Italia. Perciò è necessario “puntare sulle risorse del Mezzogiorno attraverso un cospicuo programma di investimenti”.

Giorgio Mendicini
Abruzzo Travel and Food

LEGGI ANCHE >> La fattoria di Acciano, nell’Abruzzo interno il sogno di due giovani contro lo spopolamento

Print Friendly, PDF & Email