UNA SUGGESTIVA ED EMOZIONANTE CELEBRAZIONE

Rito della Madonna Rossa a San Demetrio Ne' Vestini, L'Aquila

Il rito della Madonna Rossa di San Demetrio Ne’ Vestini (L’Aquila) è una antica celebrazione della Pasqua, tra le più suggestive e meno conosciute d’Abruzzo. Chi vi ha assistito nell’infanzia, con la chiesa al buio prima dell’alba della domenica e il cuore palpitante per l’attesa, ha un ricordo indelebile. Poi la gioia golosa, a fine messa, di fare la colazione di Pasqua tutti insieme all’esterno della chiesa.

Con grande piacere pubblichiamo la descrizione del rito della Madonna Rossa della Professoressa Giuseppina Riocci, appassionata studiosa di storia e tradizioni locali.

La Madonna Rossa

Le luci si accendono, i putti scendono in volo. Maria, issata sull’altare, lascia il manto nero e, al Gloria, indossa l’abito rosso della Pasqua. Il buio della notte si allontana, le ombre si accorciano, le preghiere si innalzano all’aurora: è la Madonna Rossa, secolare tradizione di San Demetrio ne’ Vestini, in provincia di L’Aquila.

L’antico rito della Madonna Rossa è un’emozione unica. Con sistema di carrucole, il velo nero a lutto cade dalla statua e lascia apparire l’abito porpora per la festa della Resurrezione.

Le luci si accendono d’improvviso, il Gloria risuona nel luogo sacro, gli angeli spiccano il volo, i cuori gioiscono.

La statua lignea, realizzata da uno dei fratelli Verzella, famiglia di intagliatori di Napoli, operanti nel 1800, fu probabilmente commissionata dai fedeli della Confraternita dell’Addolorata che, qui a San Demetrio, al momento del Gloria della mattina di Pasqua, voltavano il loro mantello per indossare anch’essi la tinta rosso vivo della festa.

Nel 1935, la “Madonna Roscia” era vestita da Luigi Turco, da lui ha imparato, nel 1949, Domenico Liberatore che ha ereditato l’antico “segreto” per la vestizione e lo ha insegnato, da qualche anno,  al giovane “allievo” Alessandro.

Il suggestivo rito rappresenta, da sempre, un momento carico di emozione, dona il senso di appartenenza alla comunità vestina, rinnova la certezza che tutto rinasce dopo il dolore.

La statua della Madonna è la stessa dai tempi più remoti, così pure il sistema di drappi e carrucole che ha consentito all’antico rito di vivere immutato, i luoghi di culto sono cambiati: la Chiesa della Madonna dei Raccomandati, prima, la Chiesa parrocchiale di S. Demetrio Martire, poi, e il MEP (Modulo Ecclesiastico Provvisorio), dal sisma del 2009.

La statua della madonna a lutto
La preparazione delle carrucole e dei fili della Madonna
Mimino, anziano del paese che cura il rito, accanto alla Madonna rossa

La Pasqua 2020 ai tempi del coronavirus

La Pasqua 2020, per la prima volta, vede la comunità sandemetrana isolata in casa la mattina della Resurrezione, unita all’Italia e al mondo intero.

Questa volta la trepidazione è carica di una speranza nuova: la rinascita globale per tutti, in ogni luogo, dopo la sconfitta del Covid-19.

Non conteremo i giorni, siamo certi che torneremo insieme a gioire e a incontrarci in una nuova alba di festa!

Professoressa Giuseppina Riocci

appassionata di storia e tradizioni locali

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