Affacciato sul mare, all'interno anche un Museo del Costume

Il giardino napoletano di Palazzo d'Avalos a Vasto

Non si può perdere una visita all’interno di Palazzo d’Avalos a Vasto (Chieti), monumentale edificio che domina dall’alto il profilo della cittadina affacciata sul mare. Si tratta di uno dei più significativi esempi di architettura rinascimentale abruzzese della seconda metà del Cinquecento, sorto su preesistenze romane e altomedievali. Ha inglobato i resti dell’edificio quattrocentesco costruito dai Caldora e devastato durante l’incursione dei turchi nel 1566.

Durante i tre secoli di signoria dei d’Avalos, dalla fine del Quattrocento fino all’occupazione francese del 1799, il palazzo assunse gradatamente l’aspetto di una reggia, sede di una vera e propria piccola corte locale.

Dell’aspetto originario resta ben poco, se non l’impianto strutturale con il grande cortile centrale, e qualche traccia nel tessuto murario esterno, due per tutte sono la bifora e i resti del portale durazzesco.

La storia di Palazzo d’Avalos

Passata la signoria ai Guevara, che forse terminarono la costruzione, soprattutto nella parte verso il mare, nel 1496 il dominio entrò in mano dei D’Avalos, che ne fecero per tre secoli, oltre che luogo di residenza, sede delle magistrature cittadine. L’evento più gravoso fu l’invasione turca del 1566, che approfittando dell’assenza del marchese Francesco Ferdinando, dimorante a Palermo dopo la nomina a Vicerè di Sicilia, saccheggiò Vasto e danneggiò il palazzo. La moglie, Isabella Gonzaga, dal 1573 avviò i lavori di consolidamento e ricostruzione, che non terminarono prima dell’inizio del secolo seguente. Il secolo d’oro del palazzo fu però il Settecento: i nuovi signori della famiglia dei Lante della Rovere ne arricchirono gli appartamenti e vi impiantarono una piccola ma vivace corte. Con l’invasione francese, la residenza inizia il suo declino e nel corso dell’Ottocento diversi ambienti vengono abbattuti o destinati agli usi più vari.

Nel 1974 il Comune di Vasto ha concluso l’acquisizione della quota d’Avalos e sono cominciati i lavori di restauro del complesso.

Oggi il maestoso palazzo ospita quattro musei e mostre

All’interno di Palazzo d’Avalos si trovano: il Museo Archeologico, la pinacoteca con opere di Donnini, Moccioli, Michetti, Brill e Palizzi.  “Mediterranea”, la collezione di Arte Contemporanea. Il Museo del Costume Antico.

La collezione archeologica, suddivisa in cinque sale, comprende reperti dall’età del Ferro all’alto Medioevo che testimoniano lo sviluppo dell’area frentana e della città di Histonium (l’antica Vasto).

Il palazzo è noto anche per uno spettacolare e profumato giardino napoletano, affacciato sul mare, riportato all’antico splendore da un restauro che gli ha restituito l’originale impianto tardo settecentesco. Un giardino a croce con pergolato su colonne, soluzione frequente nei chiostri e nei giardini napoletani dell’età barocca (basti pensare al chiostro di Santa Chiara). Al centro si trova un pozzo fra quattro sedili ricoperti in maioliche. In origine esisteva anche un ninfeo.  Il giardino prosegue con la terrazza panoramica rivolta verso il mare.

Il Museo del Costume Antico, che comprende una raccolta molto suggestiva di abiti tradizionali abruzzesi degli inizi dell’800 e dei primi del ‘900. C’è anche la ricostruzione di una camera da letto dell’Ottocento con le camicie da notte, le culle e l’abbigliamento intimo tipico dell’epoca.

Il complesso ospita anche eventi e mostre temporanee.

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Enrica Di Battista
Abruzzo Travel and Food

Dove si trova Vasto

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