Un'estate di troppi video e appostamenti: uno stress per l'animale

Orsa Amarena

Quest’estate orsa Amarena con i suoi quattro cuccioli, emozionandoci, si è mostrata spesso nei paesi del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise (PNALM). Indubbiamente è un’esperienza unica e spettacolare vedere un orso. Bisogna però tenere a mente, ricordano gli esperti, che alcuni comportamenti mettono in pericolo una specie già a rischio estinzione.

E’ accaduto, ad esempio, che in un paese l’orsa Amarena ed i 4 cuccioli siano stati accerchiati da turisti e curiosi. Innanzitutto l’orso marsicano, per quanto mite, è pur sempre un animale selvatico e di fronte alla mancanza di via di fuga è impossibile prevedere fino in fondo le reazioni. Questo aspetto non deve generare paure immotivate ma portare al rispetto di un animale unico al mondo, preziosa testimonianza della biodiversità della Regione Abruzzo.

Inoltre, con un avvicinamento dell’uomo, l’orso “impara” che non ci sono conseguenze a stare vicino alle persone e tornerà sempre più spesso a frequentare i centri abitati, mettendosi a rischio.

Accerchiare o inseguire l’orso per vederlo, anche se si fa senza pensare alle conseguenze, è un comportamento stigmatizzato anche dall’ente parco, che su questo aspetto della convivenza con l’orso bruno marsicano chiede una giusta collaborazione, nel rispetto della giusta distanza tra uomo e animali. Una convivenza assolutamente possibile, l’Abruzzo lo dimostra da decenni.

 

Perché l’orsa Amarena, così come altri orsi in passato, si avvicina così tanto all’uomo?

In molti casi per un fenomeno che si chiama ABITUAZIONE ed è una risposta comportamentale che si osserva in molte specie: l’animale ha imparato che non ci sono conseguenze negative a stare con gli uomini, ha preso confidenza. L’abituazione, secondo gli esperti, è un comportamento complesso che può essere causato da diversi fattori: età, sesso, indole dell’animale, gerarchia sociale, fluttuazione delle fonti di cibo naturali.

E’ accaduto anche in passato che gli orsi bruni marsicani siano scesi nei paesi del Parco. A Civitella Alfedena, per esempio, alcuni orsi sono soliti scavalcare il recinto di un orto in centro e sedersi a mangiare le pere sul prato. Questo anche perché il clima di rispetto e tolleranza che si è raggiunto in questi paesi del parco è stato finora di altissimo livello, un esempio di eccellenza in Italia, grazie ad un lavoro che da decenni svolge ormai il Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. Inoltre l’orso bruno marsicano non è mai stato un orso aggressivo. Il comportamento naturale, quando sente avvicinarsi l’uomo in montagna, è generalmente quello di allontanarsi. E’ questa una differenza sostanziale con altri orsi all’estero ma anche in Trentino: in quest’ultimo caso, secondo alcuni esperti – ma la questione è dibattuta -, si tratta di orsi immessi dalla Slovenia che hanno un’altra indole.

Recentemente Orsa Amarena ha ucciso una pecora, facendo “il mestiere di mamma orsa: deve fare scorta di grasso per l’inverno e ha anche insegnato anche ai piccoli come si fa”, ricorda il direttore del PNALM Luciano Sammarone. Il pastore è stato anche risarcito, come normalmente avviene. “Occorre ripensare il modo in cui osserviamo gli animali”, ha aggiunto Sammarone.

Quest’estate del Covid ha fatto scoprire a molti turisti le cime italiane. Sulle Dolomiti o in Abruzzo, si sono visti però serpentoni di folla in quota così come mascherine buttate sui sentieri. Ora occorre gestire e canalizzare meglio questo turismo per evitare un consumo di massa, che è quanto di più lontano vi sia dall’insegnamento della montagna, che invece è un’esperienza interiore.

Assolutamente da NON fare nella convivenza con l’orso

  • Non appostarsi, addirittura accerchiare o inseguire gli animali per fotografarli o per riprenderli.
  • Mai localizzare le foto scattate agli orsi quando si postano sui social network, nei servizi giornalistici o sui blog. Il borgo o il luogo dove è stato avvistato l’animale non deve essere rivelato per evitare fenomeni emulativi e pellegrinaggi, purtroppo avvenuti, per avvistare l’orso.
  • E’ poi importante che nei centri abitati l’orso bruno marsicano non trovi facile accesso al cibo. I pollai e i recinti di animali devono essere messi in sicurezza e in questo le reti elettrificate danno ottimi risultati. Chi non ne fosse in possesso può richiederlo alla Regione Abruzzo. Bisogna anche evitare, nei paesi, di lasciare la frutta sugli alberi.

Bisogna insomma mettere in atto comportamenti che dissuadano l’orso a frequentare i centri abitati. Questo perché un orso che si avvicina ai paesi è più soggetto a mortalità accidentale o illegale.

  • Fondamentale è poi che gli automobilisti moderino la velocità lungo le strade: ogni anno sono troppi gli orsi, i lupi, i cervi, le volpi morti in incidenti stradali.
  • La presenza di orsi va segnalata al servizio di emergenza ambientale dei Carabinieri Forestali al numero 1515.

Enrica Di Battista
Abruzzo Travel and Food

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