LA SOMMELIER LUCIA CRU DESCRIVE VITIGNO E ABBINAMENTO

Montepulciano, vino top per la carne alla brace

Il vino è poesia e il Montepulciano D’Abruzzo è l’Abruzzo…che si racconta con emozione.

Il Montepulciano è coltivato nelle Marche, in Umbria e in Puglia. Ma è in Abruzzo che il vitigno trova la sua terra d’elevazione, in particolare se vinificato in purezza (100% di uve Montepulciano) nella maggior parte dei casi.

Da un punto di vista enografico, la culla del Montepulciano D’Abruzzo è la provincia teramana, dove raggiunge un importante grado di finezza e di complessità che ha portato al riconoscimento di una specifica sottozona d’eccellenza, quella delle Colline Teramane, divenuta la prima DOCG abruzzese.

Prestigioso è il Montepulciano D’Abruzzo DOC che, nella sua composizione, ha l’obbligo di derivare in purezza (o al minimo all’ 85%) da uve del vitigno Montepulciano, con periodi di maturazione non inferiori ai 18 mesi, di cui almeno 9 in botte. Maturazione minima che viene pressoché raddoppiata per potersi fregiare della menzione “Riserva”.

La sua formidabile struttura è legata alle condizioni climatiche del territorio con la presenza determinante del Mare Adriatico ad est e del Gran Sasso a nord-ovest. Il clima temperato con importanti escursioni termiche tra giorno e notte ed un paesaggio collinare ampio, alimentato dalle brezze. Queste condizioni ottimali hanno reso il Montepulciano D’Abruzzo uno dei vini più conosciuti e amati nel mondo.

In degustazione

Colore rosso rubino impenetrabile con lievi sfumature tendenti al violaceo (colore che tende al granato e all’aranciato con l’invecchiamento) coinvolge, incuriosisce. Anche al naso ci ammalia con un’articolata gamma di sentori scuri, tra cui viola appassita, frutti rossi come l’amarena, i mirtilli, la mora, la confettura di visciole, la prugna. Note di spezie: pepe nero, tabacco, liquirizia, rabarbaro e china, seguono tracce salmastre di pomodori secchi, origano, timo, maggiorana e olive  nere, affiancati da nuance minerali e tostate che ne ampliano la profondità.

In bocca si prende il suo tempo, esige rispetto. Se si ha pazienza, mostra la nota selvatica che lo rende unico. Emergono rotondità glicerica e portentosa struttura, deciso timbro tannico, vellutato e freschezza vibrante. Il finale è persistente, sensuale, appagante.

Abbinamento del vino Montepulciano

Agnello, castrato, pecora, capretto sono le carni che a partire dalla civiltà transumante hanno segnato la gastronomia abruzzese. L’Arrosticino è uno dei cibi più popolari che meglio si abbinano nella tradizione regionale a un bicchiere di Montepulciano D’Abruzzo.

Gli Arrosticini (in alcune zone d’Abruzzo detti anche Rustell), che siano di pecora o di agnello, “chiamano al gusto” un vino rosso corposo, morbido, avvolgente, con un tannino che asciuga. In questo caso il Montepulciano D’Abruzzo risulta essere un’ottima scelta. Con le sue peculiarità organolettiche evidenzia una perfetta armonia con la sensazione dominante di questa carne, cioè la succulenza e con il retrogusto molto lungo, che oscilla tra le due tendenze: il dolce e l’amaro, tipico della cottura alla brace. Felice risulta la Persistenza Aromatica.

di Lucia Cru

Sommelier professionista

Lucia Cru è docente e professionista dell’Associazione italiana sommelier (Ais). La sua passione per il vino e per i prodotti tipici ha radici culturali legate al suo percorso umanistico, all’arte, alla letteratura e alle conoscenze antropologiche.

“Ad un certo punto – racconta – ho sentito il bisogno di cercare anche il bello da assaporare. Così sono diventata degustatrice di olio e di vino e poi ho ampliato la conoscenza ai prodotti tipici: formaggi, salumi e grani, qui in Abruzzo così importati e ancora presenti”.

Lucia ha approfondito le conoscenze raggiungendo un’alta specializzazione nel gusto che comprende Master conseguiti prima in Umbria e poi in Abruzzo. Fa anche parte delle “Donne del vino” e ha all’attivo vari corsi e collaborazione.

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