Ci conduce l'associazione "Il melo di nonno Dario"

Pagliare di Tione degli Abruzzi
Le pagliare di Tione si trovano in Abruzzo sotto ai piedi del Sirente

Le pagliare di Tione sono un luogo di struggente bellezza nell’Abruzzo interno, ai piedi del massiccio del Sirente. Un borgo di case in pietra ad uno o due piani, suddivisi tra pagliaio e abitazione.

Le pagliare, presenti anche a monte dei borghi di Fontecchio e Fagnano, sono tra i luoghi che riportano più fedelmente l’identità dell’Abruzzo e i tempi andati di pastori e contadini.

In queste pagliare, esistenti fin dal 1400, una volta si trasferiva in estate tutto il paese a valle, al seguito del parroco, in quella che viene chiamata transumanza verticale. Lo scopo era coltivare le terre montane per la sussistenza alimentare delle famiglie di pastori e contadini e garantire nei pascoli dell’altopiano un foraggio migliore per il bestiame. La piana di Iano, tra le pagliare e il Sirente, era interamente coltivata con legumi, come lenticchie, fagioli e ceci, grano solina, farro, patate.

Oggi le pagliare sono luoghi disabitati. Alcune sono state ristrutturate da residenti dei paesi o da stranieri ma sono vissute per pochi giorni all’anno, in alcuni casi per il ritrovo del barbecue domenicale (l’arrostata). Il problema principale, più che la mancanza di energia elettrica o la poca connessione internet, è infatti l’assenza di acqua. Se da un lato questo fa apprezzare meglio un bene oggi dato per scontato e molto sprecato, dall’altro è un duro prezzo e un enorme ostacolo per chi vuole vivere questi luoghi splendidi e sottrarli all’abbandono.

Il melo di nonno Dario, un messaggio di saggezza

L'associazione Il melo di nonno Dario alle pagliare di TioneAlle pagliare di Tione ha sede un’associazione culturale, Il melo di nonno Dario, fondata da Fabio Panella e da sua moglie Jessica Ciccarone. L’associazione crede in un recupero coerente del borgo, non solo per riviverlo ma per viverlo: una differenza non da poco.

Cosa è “il melo di nonno Dario”? Dario, originario di Tione degli Abruzzi, era il nonno di Fabio e il melo è quello della sua pagliara, dove oggi ha sede l’associazione. Nonno Dario, con dedizione e amore, potava quel melo che produce ancora oggi frutti piccoli e aspri, poco appetibili al giorno d’oggi, soprattutto per noi esseri umani fortunati. Eppure nonno Dario continuava a curare il melo “perché altrimenti la natura avrebbe preso il sopravvento”. Un messaggio che, da bambino e come tutti i bambini, Fabio non comprendeva a fondo. Non poteva mangiare la meluccia e così andava via scontento per rincorrere altre attrattive. Dopo pochi anni però Uno scorcio alle pagliare di Tione: il melo di nonno Dario e il SirenteFabio ha capito la saggezza di quelle parole. Ed oggi che nonno Dario non c’è più è lui che pota il melo e toglie le erbe infestanti. Quindi nel 2017 ha deciso di fondare insieme a Jessica e ad altre persone l’associazione Il melo di nonno Dario per preservare così come è e far conoscere questo magnifico luogo, la sua storia, il panorama sul Sirente, sapori buoni della zona e le magnifiche attività che qui si possono svolgere.

Fabio e Jessica, quando arriviamo, hanno appena salutato un gruppo di oltre 20 scout venuto dal centro di Roma. I ragazzi sono stati fortunati: hanno dormito, in tenda, sotto un cielo di stelle con vista sul Sirente, apprezzando la gustosa cucina di Jessica. In cambio gli scout hanno offerto il duro lavoro che sanno fare nelle sistemazioni all’esterno.

Degustazioni e attività all’aperto, con vista sul Sirente

Per far conoscere e vivere le pagliare di Tione, l’associazione “Il melo di nonno Dario” organizza attività varie all’aria aperta per grandi e piccoli: da poco è stata organizzata la Caccia al tesoro per famiglie tra le pagliare. Oppure il mercatino dell’artigianato, coinvolgendo le realtà locali. Il melo di nonno Dario fa anche manutenzione dei sentieri, insieme ad altri enti e associazioni, al Parco regionale Sirente Velino e al Comune di Tione degli Abruzzi.

E poi degustazioni a chilometro zero, creando anche una rete virtuosa e una microeconomia tra i produttori della zona. I prodotti tipici offerti ai soci sono quelli che si coltivavano e si producevano qui: i formaggi, la ricotta di pecora, i legumi, il pane di solina. Jessica cucina ai soci la “fritta dorata” (pane bagnato nell’uovo e fritto, un piatto contadino) o la zuppa di patate e lenticchie appresa dalla suocera di Tione.

Una delle pagliare di Tione

Fabio fa conoscere ad ogni visitatore le pagliare facendo un giro dell’insediamento, raccontandone la storia. “Qui si viveva insieme e ci si sosteneva nelle rispettive attività. La campana della chiesa scandiva i momenti della giornata”, racconta. Fabio, per dissetare tutti i suoi soci e ospiti, si carica in auto taniche di acqua in paese per poi poter riempire la cisterna della pagliara. Apprezziamone il lavoro e ricordiamo il valore di un bene vitale e prezioso.

Il melo di nonno Dario è un’associazione senza scopo di lucro, apartitica, che si basa sul volontariato. I comuni di Tione degli Abruzzi e Rocca di Mezzo danno all’associazione un contributo a consuntivo e rendicontazione delle spese sostenute. La tessera associativa annuale costa 15 euro e comprende degustazioni e la partecipazione alle varie attività dell’anno.

I sentieri escursionistici dalle pagliare di Tione

Dalle pagliare di Tione partono numerosi sentieri per escursioni a piedi, a cavallo o in bike fino al Sirente e all’altipiano delle Rocche. C’è poi un itinerario che conduce alle pagliare di Fontecchio, di circa 5 km ad andare e altrettanti al ritorno. Scendendo verso Tione degli Abruzzi c’è poi la magnifica valle Subequana, con Goriano Valli, Beffi, Acciano, Fontecchio. E poi Campana, Stiffe con le grotte e altri borghi verso L’Aquila.

Come si raggiungono le pagliare di Tione?

C’è una via da Goriano Valli ed una da Tione degli Abruzzi, entrambe in salita e con curve. La più consigliata è quella da Tione, ed è quella che abbiamo percorso con prudenza ma senza problemi e senza fuoristrada. Una prima parte è abbastanza stretta e in curva ma asfaltata, una seconda parte, più breve, è sterrata e meno ripida.

Enrica Di Battista
Abruzzo Travel and Food

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