Lavorare la lana nel chiostro di Sant'Antonio a Civitaretenga
Laura Dell'Erba durante il corso

Lavorare la lana locale, imparare a filare con il fuso e la ruota, a tingere con pigmenti naturali, a tessere e a fare il feltro: all’interno dello spettacolare chiostro del convento di Sant’Antonio a Civitaretenga (Navelli, L’Aquila) siamo andati alla scoperta di una scuola estiva di lavorazione lane locali, organizzata quest’anno in Abruzzo, ad agosto, da Coordinamento tessitori e La casa delle streghe. Un’atmosfera davvero magica!

Dieci giorni di immersione per lavorare la lana locale

Ad accoglierci e a parlarcene è Annalisa De Luca, appassionata raccoglitrice di lane locali. Dopo una prima edizione della scuola estiva in Val Camonica, quest’anno “abbiamo pensato di organizzare i corsi proprio in Abruzzo”, regione vocata e importante per la produzione di lane locali, tracciabili, di qualità. “Da tanti anni infatti – racconta Annalisa De Luca – in Abruzzo alcune donne hanno cominciato a “raccogliere” lane locali, come Valeria Gallese di AquiLana a Santo Stefano di Sessanio e Roberta Castiglione titolare di una bottega a Pescocostanzo. Mancava chi trasmettesse il sapere, abbiamo pensato a creare questa scuola estiva”.

Lavorare la lana in un chiostro: ad agosto si è svolto un corso estivo
Il chiostro di Sant’Antonio a Civitaretenga, sede dell’Ostello sul Tratturo, dove si è svolto il corso

“Con il Coordinamento Tessitori abbiamo pensato di organizzare un corso su questo tipo di fibre, che non è come acquistare in un negozio la lana. Ogni giorno ci sono due corsi, tre ore la mattina e altre tre il pomeriggio. Due i gruppi, principianti e avanzato. Filatura, tintura naturale, tessitura e feltro: tutto realizzato con le lane locali. E poi, con la lana che non si può usare per la filatura, sono stati realizzati materassi, durante un laboratorio tenuto da Assunta Perilli, tessitrice di Campotosto.

Tutto fatto a mano, recuperando quella manualità che si va perdendo, dando risalto alla biodiversità dei territori, alla risorsa montagna da salvare, alle filiere ecosostenibili e alle microeconomie da incentivare.

lane colorate a mano con erbe tintorie
Lane colorate a mano, durante il corso, con erbe tintorie

Un mondo a parte, ha raccontato Laura dell’Erba di Lalazoo Atelier, è quello alla scoperta della tintura naturale (l’indaco, ad esempio, è piuttosto complesso) usando erbe tintorie, dalla robbia alla camomilla del pastore.

Una “vacanza esperenziale” in Abruzzo

Chi ha partecipato al corso ha alloggiato presso l’Ostello sul Tratturo nel convento di Sant’Antonio a Civitaretenga, vivendo e scoprendo il territorio in tutti i suoi aspetti, colori, profumi e sapori, tessendo anche legami di amicizia. Oltre ai corsi, si fa visita alle realtà del territorio: in questo caso, i produttori dello zafferano dell’Aquila dop nella piana di Navelli o la bottega di AquiLana di Valeria Gallese a Santo Stefano di Sessanio. C’è stata anche la giornata a Campo Imperatore per la Mostra Ovina e l’incontro con Nunzio Marcelli e Memi Cozzi de La Porta dei Parchi ad Anversa degli Abruzzi, “pastori e casari laureati”, produttori di formaggi pluripremiati, primi ad inventare Adotta una pecora, produttori di lane.

Le docenti della scuola estiva di lavorazione delle lane locali

Filatura base: Annalisa De Luca (La casa delle streghe)
Filatura avanzata e tintura principianti e avanzato: Laura Dell’Erba (Lalazoo Atelier)
Tessitura principianti e avanzato: Eva Basile (pres. Coordinamento Tessitori)
Feltro: Cristiana Di Nardo (cristianadinardo.com)
I materassi: Assunta Perilli (La fonte della tessitura)
Con la partecipazione di Claudia Comar: artigiana della lana, esperta di filiera di valorizzazione delle lane tracciabili

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Enrica Di Battista

Il convento di Sant'Antonio a Civitaretenga (ora Ostello sul Tratturo)

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