COSA VEDERE A L’AQUILA: IDEE PER UNA VISITA DELLA CITTÀ  A 11 ANNI DAL TERREMOTO

Chiesa di San Silvestro - Abruzzo Travel and Food

L’Aquila, a 11 anni dal terremoto, è un peccato mortale non visitarla.

E il nostro itinerario non può che partire dalla Basilica di Santa Maria di Collemaggio, simbolo della città insieme alla Fontana delle 99 Cannelle: una bellissima chiesa romanica, fatta costruire nel 1287 sul Colle di Maio per volontà dell’eremita Pietro da Morrone, che qui poi, il 29 agosto 1294, fu incoronato Papa Celestino V.

Il suo papato fu brevissimo, durò fino a dicembre dello stesso anno: passò infatti alla storia per la rinuncia al soglio pontificio. “Fece per viltade il gran rifiuto”, scrisse Dante nella Divina Commedia.

La Basilica di Collemaggio, indissolubilmente legata alla cerimonia storica della Perdonanza Celestiniana – che si ripete ogni anno e che l’Unesco ha recentemente riconosciuto Patrimonio immateriale dell’umanità – ha un’elegante facciata gotico-romanica con la caratteristica decorazione a quadri e croci di marmo bianco e rosa, un portale grande al centro e due laterali.

Ogni porta della facciata è sovrastata da lunette e rosoni, descritti come “merletti a tombolo aquilano” da monsignor Orlando Antonini, esperto di architettura religiosa. Particolare anche il torrione ottagonale a destra della Basilica.

La Porta Santa varcata da Celestino V il giorno della sua incoronazione è quella laterale – guardando la chiesa, a sinistra – ed è questa che, al termine del corteo storico, viene aperta il pomeriggio del 28 agosto di ogni anno per il passaggio dei fedeli, sinceramente pentiti e confessati, che vogliano ricevere l’indulgenza.

L’interno della chiesa è suddiviso in tre navate da due file di arcate a sesto acuto poggiate su pilastri ottagonali. All’interno della Basilica si trovano le spoglie di Celestino V.

Il 21 giugno, solstizio d’estate, i raggi del sole che penetrano attraverso i rosoni nella Basilica offrono misteriosi e spettacolari giochi di luce.

Lasciando alle spalle la chiesa, subito a sinistra si trova il Parco del Sole, recentemente risistemato: è qui, in fondo a questo parco dalla vista panoramica, che si può ammirare l’Amphisculture dell’artista statunitense Beverly Pepper, un esempio di land art, un teatro all’aperto con una cavea in marmo bianco e rosa, i colori di Collemaggio e della Fontana della 99 Cannelle. Nel parco ci sono anche un’area giochi e una zona sport.

Palazzo dell' Emiciclo, sede del Consiglio regionale d'Abruzzo - L'Aquila

Proseguendo per viale di Collemaggio si arriva alla Villa Comunale, il quartiere dei palazzi in stile liberty ma anche dei giardini che fanno idealmente da spartiacque tra la sede del Gran Sasso Science Institute (GSSI), scuola di alta formazione scientifica, e sul lato opposto il Palazzo ex Gil, che ospita il Rettorato del GSSI. A seguire, su questo stesso lato della piazza, il Palazzo dell’Emiciclo, con il candido colonnato neoclassico, di sera illuminato da un prezioso gioco di luci, sede del Consiglio regionale d’Abruzzo.

Fontana Luminosa, fontana simbolo della città de L'Aquila

Al centro dei giardini, il Monumento ai caduti dello scultore Nicola D’Antino (1880-1966) che a L’Aquila ha realizzato altre significative sculture: quelle delle due fontane di Piazza Duomo, la Fontana Luminosa e l’altro Monumento ai Caduti di Piazza IX Martiri, in ricordo dell’eccidio di nove giovani aquilani trucidati dai nazisti nel 1943 (questa piazza è facilmente raggiungibile dal corso).

Piazza Duomo o Piazza del Mercato - Abruzzo Travel and Food
(foto presa da Wikipedia)

All’altezza della Chiesa del Cristo Re, di evidente epoca mussoliniana, si sale lungo corso Federico II fino ad arrivare in Piazza Duomo (o Piazza del Mercato), una tra le più grandi piazze italiane.

Se gli aquilani vi daranno un appuntamento in questo luogo, potrete chiedere: dove, a capo piazza o a piè di piazza? Queste sono infatti le due geolocalizzazioni del posto.

Qui hanno aperto o riaperto alcuni bar e gelaterie, una libreria, un ristorante, negozi. E fino a prima del terremoto del 2009 in mezzo alla piazza si svolgeva, fin dal Trecento, un caratteristico, colorato e vivace mercato di frutta e verdura, vestiti, biancheria, artigianato.

L’odore del pollo arrosto dell’ambulante si mischiava a quello del pane e della pizza dei forni circostanti. Le anziane contadine con il fazzoletto in testa ancora vendevano le verdure – un po’ a caro prezzo se l’acquirente era poco avveduto – poggiate come una volta su un lenzuolo per terra e pesate velocemente sulla stadèra. Tutta questa vivacità oggi manca.

Chiesa di Santa Maria del Suffragio - Abruzzo Travel and Food
(foto presa da Wikipedia)

E’ però tornata a splendere, più bella di prima, la Chiesa di Santa Maria del Suffragio, detta delle Anime Sante, la cui cupola crollò nell’aprile 2009 in parte anche in una drammatica diretta televisiva.

Questa chiesa, molto cara agli aquilani, fu costruita a partire dal 1713 in ricordo del terremoto di dieci anni prima. Spettacolare è la cupola, anche dall’interno, restaurata dopo il sisma di dieci anni fa anche grazie al contributo economico della Francia.

cattedrale metropolitana dei Santi Massimo e Giorgio - Abruzzo Travel and Food
(foto presa da Wikipedia)

Purtroppo è invece ancora da ristrutturare il Duomo di San Massimo, sul lato corto a piè di piazza, l’edificio religioso dedicato al patrono della città.

A capo piazza ha riaperto, dopo lunghi lavori di ristrutturazione post-sisma, lo storico Bar dei Fratelli Nurzia dove ancora viene prodotto il tradizionale torrone aquilano secondo una ricetta segreta a base di cioccolato, nocciole e miele.

Va detto che a L’Aquila c’è un’eterna diatriba tra quale sia migliore, il torrone Fratelli Nurzia o Sorelle Nurzia: non staremo a dare giudizi, assaggiateli e giudicate voi, secondo il vostro gusto.

Quattro Cantoni - Abruzzo Travel and Food
(foto presa da Wikipedia)

Risalendo lungo il corso si possono vedere i portici ancora interdetti al passaggio, fino a prima del terremoto del 2009 vivace luogo di ritrovo e passeggio degli aquilani tra negozi e caffè.

L’incrocio tra Corso Vittorio Emanuele, Corso Umberto e Via San Bernardino è detto Quattro Cantoni ed è un altro luogo molto caro agli aquilani.

E’ il centro della città, segnato da quattro palazzi storici: Palazzo Ciolina (‘700), Palazzo Fibbioni (XVI secolo), Palazzo Ina (architettura del Ventennio) e l’ottocentesco Palazzo del Liceo classico-Convitto nazionale-Biblioteca Tommasi.

Salendo dritto lungo il corso stretto si arriva fino alla Fontana Luminosa, opera di Nicola D’Antino.

Da qui, verso destra, si può raggiungere il maestoso Forte spagnolo, del 1500, ancora chiuso per cantiere, al cui interno si trova lo scheletro del Mammut, un gigantesco fossile trovato praticamente completo nel 1954 a Scoppito, vicino a L’Aquila.

Intorno alla fortezza merita passeggiare nel rilassante Parco del castello, completamente rinnovato, con varie specie vegetali e un percorso senza barriere architettoniche. Con un bellissimo parco giochi per bambini.

Qui si trova l’Auditorium del Castello, dalle forme squadrate e in legno, realizzato dall’architetto Renzo Piano, negli anni successivi al terremoto, per ridare alla città un primo spazio della cultura.

Riscendendo lungo il corso bisogna fare assolutamente alcune deviazioni. Verso la Chiesa di San Silvestro, ristrutturata magnificamente, un esempio di pura bellezza in stile romanico.

E poi verso Palazzo Ardinghelli, a breve sede aquilana del Museo MAXXI, un gioiello barocco realizzato dall’architetto Francesco Fontana per la famiglia toscana Ardinghelli. Poi nell’Ottocento il palazzo fu abitato dal pittore Teofilo Patini.

Nella stessa piazza, purtroppo ancora sventrata dal terremoto del 2009, la Chiesa di Santa Maria Paganica.

Cosa vedere a L'Aquila, Palazzo Margherita
(foto presa da wikipedia)

Dai Quattro Cantoni, svoltando a destra si arriva in Piazza Palazzo dove sono in corso i lavori di ristrutturazione del quattrocentesco Palazzo Margherita, chiamato così perché nel Cinquecento divenne la dimora di Margherita d’Austria, governatrice degli Abruzzi. Fino a prima del terremoto era la sede del Comune.

Al centro della piazza c’è la statua di Sallustio e accanto a palazzo Margherita la torre civica trecentesca: le lancette dell’orologio ferme alle 3:32, l’ora del terremoto del 6 aprile 2009, nel dopo sisma sono state immortalate in foto divenute simbolo.

Proseguendo lungo via Bafile, sulla destra troviamo Palazzo Pica Alfieri e di fronte il Palazzetto dei Nobili. Più avanti Palazzo Camponeschi, oggi sede del Rettorato dell’Università di L’Aquila.

basilica di San Bernardino - Abruzzo Travel and FoodDai Quattro Cantoni, dando le spalle alla Fontana Luminosa, si volta a sinistra per raggiungere la Chiesa di San Bernardino, la cui splendida facciata, opera di Cola dell’Amatrice (XVI secolo), si può ammirare anche dai piedi della scalinata omonima che si trova di fronte, così come da altri punti della città.

Ipnotico il soffitto ligneo a cassettoni, dipinto in oro zecchino, così come l’organo maestoso. Il Santo è sepolto all’interno della Chiesa, nella quarta cappella a destra, in un mausoleo a lui dedicato.

 

Non si può non andare a visitare la Fontana delle 99 Cannelle, del 1272, il primo monumento ristrutturato nel 2010 a L’Aquila grazie al contributo del Fai (Fondo Ambiente Italiano).

La fontana, opera dell’architetto Tancredi da Pentima, è il simbolo della città: l’acqua sgorga da mascheroni, tutti differenti, che simboleggiano i 99 castelli fondatori (la leggenda dice 99, gli storici ne stimano meno).

Fontana delle 99 Cannelle - Abruzzo Travel and Food
(foto presa da Wikipedia)

L’Aquila è infatti nota come la città delle 99 chiese, 99 piazze, 99 fontane. Nella stessa piazzetta la Chiesa di San Vito alla Rivera. Borgo Rivera è uno dei più antichi di L’Aquila.

La chiesa di San Vito alla Rivera (anche conosciuta come San Vito di Tornimparte o, semplicemente, San Vito) è un edificio religioso dell'Aquila
(foto presa da Wikipedia)

Sulla piazza si affaccia il MuNDA, il Museo Nazionale d’Abruzzo che fino al terremoto era all’interno del Forte spagnolo, gravemente lesionato. Una parte delle opere sono state trasferite nei locali ristrutturati dell’ex Mattatoio.

Cosa vedere a L'Aquila: Munda, il Museo Nazionale d'Abruzzo
(foto presa da http://www.musei.abruzzo.beniculturali.it)

Durante tutta la visita alla città si possono ammirare i tanti palazzi privati di pregio architettonico e storico-artistico ristrutturati.

Si noti il patrimonio diffuso che a L’Aquila vede il 70 per cento dei palazzi del centro sottoposto a vincolo dai Beni culturali.

Vale la pena porre attenzione infine alle mura urbiche trecentesche, tra le più lunghe d’Europa, un perimetro di oltre cinque chilometri di mura e tante porte sono tornate a dominare gli ingressi, da Porta Napoli a Porta Castello, Porta Leoni, Porta Bazzano, Porta Rivera.

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Enrica Di Battista

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