UN ITINERARIO LENTO NEL CUORE DELL'APPENNINO

Transiberiana d'Italia, foto dal sito web latransiberianaditalia.com
Si torna a viaggiare sulla Transiberiana d'Italia, foto dal sito web latransiberianaditalia.com

La storica ferrovia Sulmona-Isernia, soprannominata  “Transiberiana d’Italia”, tornerà a viaggiare da sabato 1 agosto nel cuore dell’Abruzzo e del Molise. Le tratte, che erano state interrotte a causa dell’emergenza Covid-19, consentono un itinerario lento tra le montagne e i paesaggi dell’Appennino, tra borghi, tradizioni e sapori.

La Transiberiana d'Italia (foto dal sito latransiberiana.com)

Viaggi sicuri sulla Transiberiana d’Italia, con più spazio a bordo

Con la metà dei posti disponibili e il divieto di utilizzo della restante metà segnalato, ogni viaggiatore avrà più spazio e il viaggio sulla Transiberiana d’Italia potrà essere più comodo. Il rispetto delle norme contro il Covid-19 prevede anche percorsi diversificati per l’entrata e l’uscita e misure di carattere igienico-sanitario obbligatorie.

Le tariffe non subiranno aumenti, spiega l’organizzazione. Sono disponibili da subito le date delle partenze di agosto e settembre. Si possono prenotare dal 17 giugno sul sito www.latransiberianaditalia.com.

La storia dello storico treno

Lo storico treno Sulmona Isernia (foto dal sito latransiberiana.com)
Lo storico treno Sulmona Isernia (foto dal sito latransiberiana.com)

La Sulmona-Isernia, inserita nella guida Touring Club d’Italia del 1910 per la valenza turistica ed ingegneristica, fu inaugurata il 18 settembre 1897. Con una pendenza massima del 28 per mille viene considerata un capolavoro di ingegneria ferroviaria.

Il percorso, da Sulmona a Isernia, è lungo 128 km di cui 25 in 58 gallerie: la più lunga misura 3.109 metri.

Inizialmente il tempo di percorrenza da Sulmona a Isernia era di oltre 5 ore ma dal 1974 con le automotrici diesel scese a 2 ore e 29 minuti.

Distrutta dai tedeschi, poi ricostruita

Distrutta fra il 1943 e il 1944 dai tedeschi fu ricostruita e riattivata il 9 novembre 1960. Tra gli anni Ottanta e Novanta vi fu il declino della ferrovia. Tra il 1994 e il 1995 vengono chiuse le biglietterie e varie stazioni declassate a semplici fermate. A fine 2010 chiude il tratto da Isernia a Castel di Sangro e nel 2011 chiude anche il tratto Castel di Sangro-Sulmona. Poi negli anni successivi il recupero di questo gioiello.

A bordo di un convoglio storico con carrozze realizzate tra il 1920 e 1930, trainate dal locomotore diesel D445.1145 colorato con la livrea FS verde e marrone, si può rivivere l’atmosfera di quasi un secolo fa, quando i viaggiatori erano seduti su quelle stesse panche di legno.

 Fu nel 1980 il giornalista Luciano Zeppegno, a definire su Gente Viaggi questa ferrovia appenninica “la piccola Transiberiana”, viste le nevicate lungo il tragitto che in inverno la fanno somigliare alla vera Transiberiana russa. Da quel momento è soprannominata la Transiberiana d’Italia.

Enrica Di Battista

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