ALLARMA L'IMMAGINE DEL PRIMO MAGGIO

Coronavirus: Pescara, struscio il primo maggio

Allarma l’immagine della folla a passeggio sul lungomare di Pescara nel pieno lockdown del primo maggio, senza mascherina e anche a gruppi. La Regione Abruzzo ha da pochi giorni lanciato la stagione balneare, dichiarandosi pronta a garantire il rispetto della sicurezza e del distanziamento sociale nonostante il coronavirus continui (e continuerà) a circolare. Se questo a cui abbiamo assistito oggi sarà l’assaggio di quello che accadrà nelle settimane successive, in Abruzzo si rischiano nuove chiusure e per il turismo sarebbe il collasso definitivo.

Oggi, primo maggio di lockdown, si è visto il caos totale a Pescara sul rispetto dei contenuti del Dpcm di Conte. Questo è accaduto dopo l’ordinanza del governatore Marsilio che, revocando un provvedimento precedente, di fatto ha concesso il “libera tutti” nell’area metropolitana pescarese. Si resta basiti di fronte a tutto questo anche perché accade in una città, Pescara, duramente colpita dal Covid-19 nelle settimane scorse. Sicuramente tra le più colpite in Abruzzo, dove tanti asintomatici potrebbero essere ancora in giro. Cosa rischiamo tra due settimane?

Molte le persone uscite a passeggio insieme e senza mascherina, dato che secondo alcune interpretazioni quel provvedimento fa cessare anche l’obbligo di indossare i dispositivi di protezione.

Ieri, dopo l’ordinanza di Marsilio, il Comune ha revocato i divieti relativi a lungomare e battigia ed ha diffuso un comunicato stampa in cui scriveva che “la riviera, la spiaggia e la strada-parco di Pescara nel giorno della Festa del Lavoro saranno raggiungibili per una passeggiata o semplicemente per prendere un po’ d’aria, nei limiti e con le modalità previste dal decreto Conte e dai provvedimenti regionali in materia”.

Viste le polemiche sui social, il Comune di Pescara ha successivamente chiarito su Facebook: “L’ordinanza emessa dal sindaco non ha modificato nulla rispetto ai giorni precedenti. La città di Pescara è perfettamente allineata al decreto Conte sul rispetto delle distanze, sull’uso delle mascherine, sul vincolo della prossimità all’abitazione per passeggiare, sui limiti di motivazione per uscire da casa. Le strade di Pescara sono tutte percorribili, oggi come nei giorni scorsi, ma soltanto e sempre nei limiti del decreto Conte. Le notizie secondo le quali l’ordinanza permetterebbe di andare dovunque senza limiti e/o vincoli sono false e/o frutto di una interpretazione errata”.

I segnali sono contrastanti e caotici, a livello nazionale e in Abruzzo, in questo caso specifico è evidente e clamoroso. L’obbligo di mascherine, questa è la nostra opinione, andrebbe esteso ovunque in tutta Italia, come insegnano gli esperti cinesi che prima di noi hanno attraversato questa pandemia. La mascherina, come ormai tutti sappiamo, è un dispositivo di protezione personale ma anche dell’altro. Un modo per evitare il prolungarsi di questa dolorosa quarantena, il contenimento del virus e dei danni economici. “Proteggo me per proteggere te”, è il messaggio sociale ancora poco diffuso sull’uso dei dispositivi come le mascherine.

Le prossime settimane e anche i prossimi mesi saranno cruciali in una battaglia ancora lunga che non è vinta. Il virus – lo hanno già previsto – avrà una seconda e una terza ondata. Bisogna attuare TUTTE le misure per contenerlo.

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