la bottega di Bottone a Ovindoli
Carmine Bottone nella sua bottega di artigianato artistico a Ovindoli

A Ovindoli, meta tanto amata dai romani nel cuore delle montagne abruzzesi, c’è un luogo da favola: La Bottega di Bottone. Una bottega artigiana, fondata nel 1975 da Carmine Bottone, artista poliedrico che passa dalla pittura su legno e ceramica alla scultura, utilizzando tecniche originali su svariati oggetti in vendita. Potrete ammirare campane in terracotta, fatte e dipinte a mano, di ogni dimensione, gufetti portafortuna, specchi, quadri, bastoni. Ma c’è molto altro in questo piccolo gioiello poco fuori il centro di Ovindoli.

Abbiamo scoperto, infatti, i quadri su legno dipinti con colori creati da Carmine Bottone; e poi icone con figure sacre, cornici, lampadari e altri oggetti di arredamento. Ci sono un grande Pinocchio o una vecchia streghetta scolpiti e dipinti, gnomi e tante figure delle fiabe e delle leggende. Ma anche miti, citazioni ed elementi religiosi. Ogni pezzo è unico, fatto interamente a mano dall’artista.

Quanto esposto, però, è solo una parte del lavoro di Carmine Bottone, artista di cultura che cita Raffaello e i grandi maestri dell’arte – ma che ama sperimentare anche tecniche come il raku giapponese e il bucchero etrusco – e che ha in mente mostre e progetti anche oltre l’Abruzzo.

L’arte è di famiglia in casa Bottone. In bottega troverete, infatti, anche i quadri dipinti dalla moglie di Carmine, Nina, in stile naif. Inoltre,ad aiutare nel lavoro e ad accogliere i visitatori e clienti c’è anche la figlia Benedetta, cresciuta nella bottega del papà, tra argilla, colori e pezzi di legno, insieme alla sorella Francesca.

La Bottega di Carmine Bottone a Ovindoli

Tecniche antiche nella Bottega di Carmine Bottone a Ovindoli

La tecnica usata da Bottone principalmente ripercorre quella delle botteghe medievali. I colori usati sono solo in parte acrilici. L’artista infatti crea da solo molti colori finali: sono ossidi che vengono trattati con tuorlo d’uovo sciolto alla maniera francescana nella tecnica della “tempera all’uovo”, alla maniera dei maestri del Medioevo e del Rinascimento. Anche se, tiene a precisare Carmine Bottone, nemmeno le uova sono più quelle di una volta. Gli animali alimentati con i mangimi producono infatti tuorli “infiacchiti” perfino per la pittura (figuriamoci per mangiarle!). Quindi Carmine va alla ricerca di uova allevate come una volta, quando la norma era che razzolavano nella terra. L’uovo dell’oca, spiega l’artista, è ancora meglio, qualcosa di “sublime” anche per la pittura.

La riscoperta di colori dimenticati

Carmine Bottone spiega nel nostro video come sia andato alla riscoperta di un blu ormai dimenticato, il blu del guado, che si produceva tra Umbria, Marche e Toscana e che veniva utilizzato in pittura, nella tintoria e nella farmacia. A Sansepolcro (Arezzo), racconta Carmine Bottone, “esiste ancora la via del guado a testimonianza di un commercio che portava questo colore in tutta Europa”.

L’artista, quanto ai legni, predilige castagno e pioppo stagionati, tipici della zona, ma ricicla anche vecchi legni abbandonati. Dopo l’imprimitura a gesso viene fatto il dipinto, successivamente fissato con la sandracca, che usava anche Caravaggio, una finitura lucida, naturale e protettiva.

Per altre informazioni visita il sito labottegadibottone.it

Enrica Di Battista – Abruzzo Travel and Food

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…e tanto altro che andremo a scoprire! Ps scriveteci!

Come arrivare alla Bottega di Bottone a Ovindoli

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