Una storia che sembra un film ma è tutto vero

Limonio aquilano (goniolimon italicum)
Una pianta di limonio aquilano

Dopo la storia della ginestra aquilana, la botanica Daniela Tinti scrive per noi un’altra storia che ha dell’incredibile: stavolta riguarda il limonio aquilano.

C’era una volta….un piccolo Goniolimon (limonio), non un goniometro e nemmeno un limone, una piantina dal nome tanto bizzarro almeno quanto il suo aspetto. Così inusuale che nel 1982, due noti botanici dell’Università dell’Aquila, avendolo notato dapprima alle Doline di Ocre e poi giù per Navelli, Ofena e Capestrano, lo descrissero come Goniolimon italicum, in onore dell’antico popolo con cui sembra condividerne gli insediamenti.

Scopriamo il limonio aquilano o goniolimon italicum

Il piccolo Goniolimon (limonio) rappresentante di una categoria di piante cosiddette steppiche, ossia originarie dell’Asia ed Europa dell’Est, giunto da noi nell’ultimo interglaciale attraversando letteralmente, sull’onda delle variazioni climatiche, mari e monti, si rivelò subito un tipetto alquanto selettivo. Le sue piante non si incrociano indifferentemente l’una con l’altra, ma, esistendo due tipologie di fiori differenti, le piante con un tipo di fiore devono necessariamente incontrare quelle con l’altra tipologia…oppure niente, questo matrimonio non s’ha da fare! Questa strategia riproduttiva serve a garantire una maggiore differenziazione genetica, ma può, nel caso di popolazioni molto esigue, costituire un ostacolo alla riproduzione.

Il piccolo Goniolimon (limonio) ha anche un caratterino ostico e sfuggente.

Ostico perché sembra prediligere un clima cosiddetto “continentale”, con inverni freddi ed estati calde e siccitose, sfuggente perché…dopo anni e anni di ricerche da parte di pressoché tutti i botanici abruzzesi (e anche qualche invasore straniero), sembra essere presente in sole 10 piccole popolazioni in altrettante località delle conche interne aquilane.

Una specie rara, vulnerabile e (guarda un po’) non tutelata

MA….!! C’è un ma, purtroppo… Nonostante la sua rarità, nonostante la sua storia, la sua vulnerabilità e la sua unicità, il piccolo limonio o Goniolimon non è tutelato da alcuna normativa. Al contrario di specie molto ma molto più comuni e molto ma molto meno a rischio di estinzione, non è infatti incluso in nessuna Lista né Allegato e dunque completamente esposto a qualsiasi tipo di minaccia.

Inoltre, nessuna delle popolazioni esistenti ad oggi è inclusa in nessuno dei grandi Parchi abruzzesi, che avrebbero potuto in qualche modo tutelarne l’habitat.

Ma non finisce qui! Praticamente tutte le (poche, pochissime) popolazioni di Goniolimon (limonio) sono sottoposte a qualche minaccia che a volte ha compromesso seriamente la popolazione: e da una parte c’è il fico d’india alieno, e dall’altra c’è un sito archeologico da scavare, e poi un incendio di qua, un probabile atto vandalico di là, ed ecco qui che resta una sola località dove il piccolo Goniolimon sembra prosperare indisturbato, addirittura protetto da una Zona di Protezione Speciale designata nientepopodimenochè dell’Unione Europea. “Più al sicuro di così!!”, direte voi. Eh…continuate a leggere….

Si tratta del sito denominato “Doline di Ocre” e ricade fra i Comuni di Ocre e L’Aquila. Un sistema di doline carsiche di grandi dimensioni, eccezionali per regolarità e stato di conservazione, tanto da essere considerato uno dei principali geositi abruzzesi. 

Daniela Tinti e il goniolimon
La botanica Daniela Tinti accanto ad un limonio o goniolimon

La presenza di praterie particolarissime considerate “prioritarie” gli hanno valso il riconoscimento di Sito Natura 2000, proprio quelle praterie che costituiscono l’habitat ideale per il piccolo e sfortunato Goniolimon (limonio aquilano). Qui anche la fauna selvatica trova un rifugio ideale: caprioli, lupi, cervoni, tottaville… e l’area è inclusa anche nel cosiddetto “corridoio ecologico” dell’orso, motivo per cui, appena 2 anni fa, il Comune ha investito tanti soldi pubblici (cioè miei, tuoi e suoi) per riqualificare la sentieristica e promuovere la fruizione consapevole e rispettosa.

Il limonio aquilano al centro di una simulazione di guerra

Il concetto di “fruizione consapevole e rispettosa” oggi sembra contemplare anche “un’attività addestrativa militare con movimento di veicoli tattici pesanti, una consistente presenza di personale militare appiedato e utilizzo di munizioni a salve”. Questo è quello che si legge nell’ordinanza sindacale. Elicotteri sorvolano l’area, mezzi pesanti cingolati si spostano sul bordo della dolina, varie installazioni sono spuntate sul fondo e sui versanti. Chi abita là vicino riferisce che sembra di essere in guerra. Tutto autorizzato….sembra. Verrà tutto ripulito e ripristinato. L’attività è stata giudicata perfettamente compatibile con la salvaguardia della flora e della fauna.

Lo dice il Comune di Ocre, che ha rilasciato un’autorizzazione poi contestata da diverse associazioni ambientaliste e da vari botanici, allarmati dal fatto che un’esercitazione così, in un posto così…beh…quale iter autorizzativo avrà dovuto seguire per venire autorizzata? Sicuramente molto complesso… Ma quali professionisti sono stati coinvolti e dove sono i consueti atti pubblici dovuti in questi casi? Ci si chiede gli uni agli altri con rammarico e sconcerto… Ne scaturiscono varie segnalazioni alle autorità e ben 2 corposi esposti.

Si può fare tutto ovunque?

Certo, un addestramento militare è importante quanto il grande Orso e il piccolo Goniolimon. Le politiche nazionali hanno sicuramente tutte lo stesso valore e vanno certamente armonizzate fra loro. Per questo esistono norme e Direttive, e anche deroghe se vogliamo, ma con degli iter ben precisi che permettono di valutare dove, come e quando fare tutto, meglio che si può. Iter che in questo caso sembrano non essere stati minimamente presi in considerazione.

Ad un primo sopralluogo i danni ci sono, ma per fortuna sembrano non interessare direttamente la famigliola di Goniolimon, selettivo, ostico e sfuggente, ma pur sempre un capolavoro unico e irripetibile dell’evoluzione.

Per fortuna, sì… stavolta è andata bene. Come a dire che dove non arriva il rispetto della legge arriva la fortuna, almeno così sembra al momento, e solo per il Goniolimon. Perché caprioli, orsi, tottaville e tutta l’allegra brigata mi sa che per un po’ se la daranno a zampe ed ali.

Alla fine conosceremo solo ciò che amiamo, ameremo solo ciò che conosciamo e conosceremo solo ciò che ci è stato insegnato” – Baba Dioum

Articolo di Daniela Tinti, botanica (seguite su Facebook e YouTube Daniela Tinti and the Flowers)
per Abruzzo Travel and Food

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La zona delle doline di Ocre

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