Un appassionato lavoro partito dal cenacolo di Civita D'Antino

Grand Tour d'Abruzzo. Palazzo Ferrante a Civita d'Antino
Palazzo Ferrante a Civita d'Antino con la catena ai piedi del portone principale, privilegio lasciato da Ferdinando II di Borbone che lì soggiorno nel 1832

Torniamo a fare tappa a Civita d’Antino per raccontarvi di un  appassionato impegno che conduce a scoprire la strada del Grand Tour d’Abruzzo. Parliamo del lavoro di Antonio Bini, già dirigente responsabile della promozione turistica regionale. A lui si deve il merito d’aver portato alla luce l’incredibile storia di Kristian Zahrtmann e della sua scuola estiva di pittura a Civita d’Antino, di cui abbiamo scritto in un recente articolo.

Parte tutto nell’estate 2003 quando un giornalista e scrittore svedese – Johan Werkmaster – chiese informazioni su come raggiungere Civita d’Antino. Allora non c’era ancora Google Maps e il piccolo paese era ormai praticamente scomparso dalle carte geografiche.

“Decisi di dare la mia disponibilità ad accompagnarlo, una volta giunto in Abruzzo. Il motivo principale della visita – ci racconta Antonio Bini –  era la ricerca della tomba del pittore svedese Anders Trulson, morto a Civita d’Antino nel 1911. Già allievo di Zahrtmann, era giunto in Italia malato di tubercolosi”.

La fascinazione di questa storia spinge Bini a cercarne ulteriori tracce, visto il silenzio in loco,  in un lontano altrove. Nei paesi di provenienza dei pittori che per anni vissero a Civita: Danimarca, Svezia e Norvegia. Va alla ricerca della casa di Zahrtmann, che si trova ancora oggi nell’omonima piazza di Copenhagen e presenta una  targa esterna “Casa d’Antino”, con l’antico motto del popolo marso “Nec sine nec contra”.

La scoperta di una mostra del 1908 a Copenhagen

Poster ricordo della mostra del 1908 CopenaghenMa  la spinta finale a ricostruire la storia di Zahrtmann a Civita d’Antino viene dal ritrovamento del catalogo della mostra “Civita dei pittori danesi” che il pittore organizzò nel 1908 presso il prestigioso Kunstforeningen di Copenhagen. Nell’estate  del 1911, inoltre,  Zahrtmann e gli altri artisti della sua scuola partecipano alla Esposizione d’Arte Internazionale di Roma, evento realizzato per celebrare il cinquantenario dell’Unità d’Italia. Ma prima ancora, addirittura nel 1895, il pittore partecipò insieme ad altri artisti della sua scuola alla prima Biennale d’Arte di Venezia con l’opera “La processione di San Lidano”, antico rito dedicato al santo di Civita. E negli stessi anni furono moltissimi i dipinti  dedicati ai paesaggi abruzzesi ospitati nei musei dei paesi scandinavi e non solo.

L’Abruzzo per nulla escluso dal Grand Tour

La vicenda della colonia scandinava a Civita dimostra anche quanto sia tutta da rivedere la convinzione che l’Abruzzo fosse escluso da quell’importante fenomeno culturale chiamato Grand Tour.

Un quadro di Henrich Olrik del 1877
Un quadro di Henrich Olrik

Eppure su questa sorprendente storia per molti anni cadrà il silenzio. Bisogna aspettare il 1999 per ritrovare, a Pistoia, una nuova mostra dedicata a Kristian Zahrtmann, che pure aveva realizzato nella città toscana una sola opera, “Matrimonio pistoiese”. La mostra fu integrata da numerose opere che ritraevano i paesaggi  di Civita, provenienti dai musei scandinavi.

Dieci anni dopo, un’altra mostra – “La lunga strada dal nord” – fu allestita a Pescara, a cura della Fondazione Pescarabruzzo. Negli anni successivi è venuto sempre più ad emergere, dall’oblio seguito al terremoto del 1915, lo speciale rapporto che l’artista stabilì con Civita d’Antino.

A tener viva la memoria degli impressionisti scandinavi ci sono i fratelli Antonio e Sergio Bini i quali hanno scritto articoli e libri, editi da Menabò.

C’è anche Roberto Zaina, titolare con la moglie-chef Stefania della Antica Locanda Zahrtmann. Un luogo dove si mangia avvolti da foto e dipinti storici. L’osteria si trova a due passi dall’ex pensione che ospitava gli artisti riuniti attorno al maestro danese.

Una mano fondamentale al salvataggio di una buona fetta di opere l’ha data la Fondazione Pescarabruzzo: con 130 quadri, 10 dei quali di Zahrtmann, “l’iniziatore assoluto di questo Grand Tour per le sconosciute strade abruzzesi”.

Antonietta Centofanti
Abruzzo Travel and Food

Come arrivare a Civita D'Antino

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