Un uccellino raro e grazioso che nidifica sulle coste abruzzesi

fratino, foto Marco Cirillo dal sito www.torredelcerrano.it
Il fratino in una foto di Marco Cirillo dal sito www.torredelcerrano.it

Arrivano sulla costa abruzzese i primi nidi di Fratino, un raro e piccolo trampoliere protetto, di origini leggendarie e ottimo indicatore di un buon ecosistema marino. Ma siccome è a rischio a causa delle attività dell’uomo, per tutelarlo da tempo sono in campo i volontari del Progetto Salvafratino Abruzzo, promosso e coordinato dall’Area Marina Protetta Torre del Cerrano e dal WWF Abruzzo.

Quando nidifica il fratino?

Il Fratino (Charadrius alexandrinus) è un piccolo trampoliere protetto che nidifica nell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano e lungo la costa adriatica da fine marzo a luglio. Ha il corpo piccolo, zampe sottili nere e la classica mascherina scura sugli occhi. Ama le zone dunali e ricche di limo, dove trova insetti e altro cibo che apprezza. Nell’area marina protetta troverete delle casette di avvistamento in legno per birdwatching dove osservare “in punta di piedi” le abitudini del fratino. Un’attività interessante da fare anche con i bambini. Ecco qui la nostra visita alla Torre Cerrano e area marina protetta.

Come sono fatti i nidi dell’uccello fratino?

I nidi sono delle semplici buche sulla spiaggia dove di solito vengono poste tre uova che si mimetizzano sulla sabbia. “Proprio per questo – spiegano dall’Area Marina Protetta Torre del Cerrano – è necessario prestare la massima attenzione, mantenersi distanti dalla fascia dunale e predunale o vegetazionale del litorale o nelle aree dove è comunque segnalata la presenza del Fratino”.

Attenzione ai cani

In particolare si deve sempre stare attenti ai cani. Nell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano le norme vietano la circolazione dei cani in spiaggia nel territorio dell’AMP, sia essa libera o al guinzaglio, dal primo marzo al 31 luglio 2021.  La passeggiata con i nostri cani, dichiara Fabiano Aretusi, Presidente dell’Area Marina Protetta, si può fare in pineta, nelle dog beach o negli stabilimenti balneari che accettano gli amici a quattro zampe.

Torre Cerrano dal giardino mediterraneo. Foto Enrica Di Battista
Torre Cerrano, tra Pineto e Silvi, dal giardino mediterraneo dell’oasi marina protetta

 Il divieto ha quindi una valida spiegazione: risponde alla necessità di tutelare la biodiversità dell’area e salvaguardare il periodo di nidificazione e di cova del fratino. Al divieto assoluto all’interno dell’area protetta (nel tratto di costa tra il Torrente Calvano a Pineto fino a Piazza Aldo Moro a Silvi) si accompagna l’invito di tenere al guinzaglio i propri cani nel periodo primaverile su qualunque spiaggia.

 

Cosa fare se si avvista un nido di fratino

Quando si individua un nido ci si deve allontanare subito e non ci si deve avvicinare per fare foto o selfie. Gli adulti in cova possono spaventarsi e allontanarsi provocando il raffreddamento delle uova e la loro perdita.

La pulizia delle spiagge

Le amministrazioni locali devono essere molto attente a programmare le pulizie delle spiagge che, dove è segnalata la presenza del Fratino, non può avvenire con mezzi meccanici ma a mano dopo una verifica sul posto. Per questo il Progetto Salvafratino Abruzzo si rende disponibile (scrivere a teramo@wwf.it).

Il fratino, “sentinella” di ambiente marino pulito

Se una spiaggia, spiega la Lipu, è in cattivo stato di conservazione, inquinata o livellata dalle ruspe che cancellano le dune e la vegetazione spontanea, difficilmente sarà visitata da questo trampoliere. Al contrario, la presenza di un nido di fratino è un ottimo segnale dello stato di salute di un ambiente marino e di una spiaggia correttamente tutelata.

L’origine leggendaria secondo i greci

Il fratino, è spiegato in un interessante approfondimento della Lipu, fa parte della famiglia dei Caradriidi, il cui nome viene dal leggendario Caradrio, un uccello bianco che secondo gli antichi greci visitava solo i giardini dei re. Ne scrive anche Platone, parlando del Caradrio come di un uccello ingordo a cui vengono paragonati gli uomini alla ricerca continua del piacere.  Il Caradrio aveva anche poteri magici di guarigione: se posato sul letto di un malato poteva guarirlo, assorbendo tutte le cattive influenze da bruciare volando verso il sole.

Il progetto Salvafratino Abruzzo cerca volontari

Il Progetto Salvafratino Abruzzo si basa sulla collaborazione dei volontari che monitorano le spiagge e i nidi fino alla schiusa. “I volontari sono fondamentali per la riuscita del Progetto”, dichiara Filomena Ricci, delegato regionale del WWF. “Possiamo già contare su gruppi locali e singoli volontari, ma tutti sono invitati a partecipare. Quest’anno siamo molto felici che si siano unite al progetto anche due importanti associazioni come LIPU, Legambiente e ProNatura. Chiunque voglia partecipare può scrivere a teramo@wwf.it”.

Il progetto di tutela del fratino vede il coinvolgimento della Capitaneria di Porto, dei comandi locali delle Polizie Locali e degli uffici del demanio dei comuni di Silvi e Pineto.

L'area marina protetta Torre Cerrano

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