UN PERCORSO LUNGO L'APPENNINO COLPITO DAI TERREMOTI

Foto dal sito Il cammino nelle terre mutate

Un trekking attraverso le zone dell’Italia centrale sconvolte dal sisma: è Il Cammino nelle terre mutate, un percorso di 250 chilometri in 14 tappe da percorrere a piedi da Fabriano a L’Aquila. Un itinerario diverso dagli altri, che alla bellezza mozzafiato dell’Appennino centrale unisce la solidarietà e la presa di contatto con le realtà distrutte dal terremoto e con i loro abitanti. E che per queste emozioni, alla fine, ci lascerà “mutati”.

L'origine del Cammino nelle terre mutate

Ideatori di questo trekking ecologico e solidale sono Enrico Sgarella, presidente di Movimento tellurico, Paolo Piacentini presidente di FederTrek e Ape Roma (Associazione proletari escursionisti). Tutto nasce nel 2012 in segno di solidarietà con L’Aquila ma anche di protesta perché nel capoluogo colpito dal terremoto del 6 aprile 2009 la ricostruzione era ancora ferma. E così 40 persone si ritrovano a Roma per raggiungere L’Aquila a piedi. Poi si sono susseguiti altri terremoti e la Lunga marcia nelle terre mutate si è ripetuta, trasformandosi poi in questo cammino strutturato.

In questo emozionante itinerario escursionistico solidale si attraversano quattro regioni (Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo) e due Parchi nazionali, il Parco nazionale dei monti Sibillini e il Parco nazionale del Gran Sasso e monti della Laga.

Il percorso si snoda principalmente su sentieri segnati e strade sterrate. Le tappe sono in paesi e borghi dove la ricostruzione è cominciata e in altri dove la distruzione è ancora totale. I sentimenti saranno quindi contrastanti e il viaggio alla fine ci lascerà cambiati, mutati anche noi.

Trekking Cammino nelle terre mutate
Un percorso di trekking in un ruscello nel Cammino nelle terre mutate. Foto dal sito web Il Cammino nelle terre mutate

Come fare il Cammino nelle terre mutate

L’ideale è fare il percorso per intero, da Fabriano a L’Aquila, con le relative soste nelle strutture ricettive consigliate per l’accoglienza. E’ possibile però fare anche una o più tappe per volta, come scritto sulla guida “Il cammino nelle terre mutate”, scritta da Enrico Sgarella, per la casa editrice  Terre di mezzo.

Foto dal sito web Il cammino nelle terre mutate

Un trekking solidale per contribuire alla rinascita

Lo scopo è anche quello di portare in questi luoghi un turismo solidale, fermandosi a mangiare nei ristoranti locali, dormire nei luoghi di accoglienza consigliati, comprare i prodotti tipici del posto, così da contribuire attivamente alla rinascita economica dei territori. Lenticchie, formaggi e salumi, la pasta all’amatriciana sono solo alcune delle prelibatezze che si possono gustare nei borghi, perché il cibo appaga il palato e permette di conoscere storie e culture.

In questi territori, dove la voglia di rinascere è totale, troveremo un’atmosfera particolare. A volte non si immagina quanta energia positiva ci possa essere tra la gente in luoghi così martoriati. Ma bisogna anche avere sensibilità: in luoghi colpiti dal terremoto è sempre buona regola “camminare in punta di scarpone” – come scrive Enrico Sgarella – chiedendo il permesso prima di scattare fotografie alle persone e, ovviamente, escludendo i selfie tra le macerie.

Organizzarsi prima di partire e...prudenza

Foto dal sito web Il cammino nelle terre mutate
Foto dal sito web Il cammino nelle terre mutate

 In alcuni casi servirà poi spirito di adattamento, viste le difficoltà dei territori. Il percorso è interamente rilevato con il Gps. Prima di cominciare il cammino è buona regola scrivere una email all’indirizzo info@camminoterremutate.org

Per approfondire e in ogni caso prima di partire consigliamo di leggere la guida e di consultare il sito web.

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