A San Demetrio Ne’ Vestini una produzione nata per passione

Grano Senatore Cappelli, la pioniera Nunziata Tina Cardaci
Una immagine di Nunziata detta Tina Cardaci nel suo campo di grano Senatore Cappelli

Negli ultimi anni si è tornato a parlare di grani antichi. Uno dei più famosi è il grano Senatore Cappelli. Deve il suo nome al marchese Raffaele Cappelli, che non tutti sanno essere nato nel 1848 a San Demetrio Ne’ Vestini, paese a 15 chilometri da L’Aquila famoso anche per le Grotte di Stiffe. E proprio qui si è tornati a coltivare questo tipo di grano antico grazie ad una donna appassionata, Nunziata Cardaci, detta Tina. Sono nati poi altri produttori che hanno cominciato a sperimentare questo grano.

Il grano senatore Cappelli venne creato nel 1915 dall’agronomo genetista Nazareno Strampelli. L’indicazione gli venne data proprio dal marchese e senatore abruzzese. L’obiettivo era selezionare una varietà resistente a differenti climi, per aumentare la quantità dei raccolti. Cappelli e il fratello misero quindi a disposizione di Strampelli dei terreni in Puglia per la sperimentazione.

Nel 2017 il Comune di San Demetrio ha creato la Fondazione Senatore Cappelli, tra le cui finalità vi è la “valorizzazione delle tradizioni del territorio quali la coltivazione e la trasformazione dei frumenti antichi attraverso eventi culturali-formativi e l’istituzione della Scuola del Pane quale strumento di formazione, divulgazione, nonché di emancipazione sociale dei giovani”.

Il senatore Raffaele Cappelli
L'agronomo Nazareno Strampelli
Un campo di grano SEnatore Cappelli di proprietà di Nunziata Cardaci, detta Tina

Caratteristiche e proprietà del grano Senatore Cappelli

Il grano Senatore Cappelli è da danni molto più presente sugli scaffali, sia come farina sia come pasta. E’ importante, consigliano i nutrizionisti, mangiare farine di grani antichi, prive di pesticidi, non raffinate o ricche di glutine.

Il grano duro senatore Cappelli macinato a pietra è un’antica varietà ed è molto coltivato nel Sud, in particolare in Sardegna, Puglia, Basilicata, Calabria.

Si tratta di un tipo di grano antico, che non ha subito mutamenti genetici con i raggi gamma come i grani moderni. Mantiene quindi inalterate alcune caratteristiche, come l’altezza che può arrivare fino ad 1,70 metri rispetto agli 80 centimetri del grano moderno. Questo permette al grano stesso di soffocare le erbe infestanti senza bisogno di diserbanti, tossici per la salute e per l’ambiente. Anche le radici più profonde assolvono a questa funzione di “diserbante naturale” e permettono di reperire nutrimento in profondità senza bisogno di concimi chimici.

La coltivazione di questo grano antico in Italia venne abbandonata negli anni Cinquanta, soppiantata dai grani moderni per la loro maggiore resa e produttività.

Il grano senatore Cappelli contiene percentuali più elevate di lipidi, amminoacidi, vitamine e sali minerali. Più digeribile, come tutti i grani antichi ha un contenuto glutinico inferiore al grano tradizionale, meno carico glicemico. Inoltre il grano senatore Cappelli rende meglio senza pesticidi chimici, quindi è adatto alle coltivazioni biologiche.

La storia di Nunziata Cardaci a San Demetrio

A San Demetrio Ne’ Vestini la storia della pioniera ‘Tina’

Nunziata Cardaci, per gli amici  Tina, è tornata anni fa a San Demetrio Ne’ Vestini, dopo la pensione. Ha vissuto a Pisa tanti anni, dove è stata insegnante di inglese alle scuole superiori. Dal 2015 coltiva per passione il grano Cappelli nel suo paese natale. “Ho trovato l’Abruzzo come posto incantevole dove mettere per produzione familiare un frumento che non fosse inquinato – racconta -. Coltivato senza pesticidi, in un’aria senza inquinamento. L’ho fatto per dare vitalità al territorio che si presta a questo cereale. Un grano nato proprio per questo scopo di dare economicamente valore a questi luoghi nel primo Dopoguerra. Abbiamo tutti gli ingredienti per dare a San Demetrio lustro anche sotto questo aspetto che oggi si va a cercare: il mangiare bene e sano. Si può usare tutto di questo grano. Non è stato irrorato con pesticidi quindi posso usare la crusca così come è”.

Perché, ricordano i nutrizionisti, se è vero che bisogna mangiare alimenti integrali, gli stessi devono essere coltivati senza chimica altrimenti la parte esterna del chicco, quella più esposta ai trattamenti, finisce nel piatto con la sua dose tossica.

Nunziata è quindi orgogliosa di essere riuscita a fare un pane con tutti gli ingredienti del chicco. Spesso, infatti, la crusca viene eliminata. “Tutto invece completa il potere nutritivo. Questo grano ha un buon tasso di proteine. Solo che non ha molto glutine. Questo non permette al pane di venire soffice e alto. Essendo una farina integrale, il pane di Tina è un pane dal colore scuro, come quello di una volta. Oggi ci siamo abituati ad un pane troppo raffinato, gonfio e soffice, alto e morbido”. Bisogna invece cominciare fin da bambini, evitando il pane in cassetta e le farine bianche, doppio zero o peggio manitoba o di forza.

La pasta fatta in casa viene benissimo con questo grano duro. Oltre alle fettuccine e ai maltagliati, con il grano senatore Cappelli integrale si possono fare anche taralli e pizze. Dopo Tina a San Demetrio Ne’ Vestini anche un produttore più giovane si è avvicinato al grano senatore Cappelli.

Sono ormai sparsi semi e germi di buone pratiche alimentari. Bisogna saperli cogliere. Perché mangiare è un atto agricolo!

Enrica Di Battista
Abruzzo Travel and Food

Come arrivare a San Demetrio Ne' Vestini

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