Bruno D'Amicis, le sue immagini sulle riviste più prestigiose del mondo

Fotografia naturalistica: una volpe in una foto di Bruno D'Amicis
Una volpe in un bosco, foto di Bruno D'Amicis

Le sue immagini sono state esposte in mostre e pubblicate in riviste di fotografia naturalistica tutto il mondo. Ha ricevuto riconoscimenti internazionali importanti come il prestigiosissimo World Press Photo nella categoria “Nature singles”e l’altrettanto notevole Wildlife Photographer of the Year nella categoria “World in Our Hands”. Stiamo parlando di Bruno D’Amicis, biologo e tra i maggiori fotografi naturalisti internazionali. Ha girato tutto il mondo e imparato molte lingue, ma il suo cuore si è fermato in Abruzzo, dove vive dal 2008, trasferendosi da Berlino a Scurcola Marsicana, la terra dei nonni.

La scelta di stabilirsi in Abruzzo

Bruno D’Amicis ha fatto una scelta di vita a causa di una patologia che chiama mal d’Abruzzo. “Una patologia che ti fa sentire a casa solo all’ombra dei faggi contorti di una valle del Parco Nazionale o quando sei a zonzo nell’infinito erboso di Campo Imperatore. Tutto il lavoro che svolgo – ci racconta – è una sorta di ricerca personale, una spinta verso qualcosa di inafferrabile e ancestrale, alla ricerca della selvaticità”.

Bruno D’Amicis sta mettendo in cantiere nuovi intriganti progetti. Temi: l’orso marsicano, in collaborazione con il Parco, le ultime coste selvagge del Mediterraneo e le specie più rare della flora appenninica, “la cui ricerca si trasforma in una sorta di pellegrinaggio”.

“Il mio lavoro – ci racconta – è quello di scattare fotografie. Ma la fotografia non è il fine ultimo della mia attività. Per me una foto rimane piuttosto uno strumento di comunicazione, un mezzo potente di cui dispongo per fermare un istante, una emozione, ma anche per avvicinare le persone ai temi della conservazione degli habitat e delle specie. Perché bisogna cambiare rotta se si vuole salvare la terra”.

E’ lo sguardo di un fotografo “militante” , oltre che appassionato, quello di Bruno D’Amicis, che collabora regolarmente con Aree Protette (Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise; Parco Nazionale della Majella; Bayerischer Wald National Park; etc.) ONG in Italia e in tutto il Mondo (WWF, LIPU, Birdlife International, PAN Parks, Rewilding Europe, NABU, UNESCO).

Le sue foto sono state pubblicate sulle prestigiose riviste internazionali (National Geographic Magazine World edition, GEO, BBC Wildlife, Terre Sauvage, Ranger Rick, Naturfoto, Focus, Il Venerdì di Repubblica, OASIS, Bell’Europa, Meridiani e Meridiani Montagne, Universum Magazine, The Guardian, Die Zeit, Die Welt, La Repubblica, etc.), libri (Cemex, Wild Wonders of Europe, Handbook of the Mammals of the World, etc.), calendari.

I libri di fotografia naturalistica di Bruno D’Amicis

La fotografia naturalistica di Bruno D’Amicis ha l’andamento di una umanissima e partecipe narrazione. Le immagini diventano storie, racchiuse in libri, che è impossibile dimenticare. Come accade in “The Last Stronghold”, che racconta gli orsi e la wilderness dei Monti Tatra in Slovacchia e ancora in “Ornata”, che raccoglie dieci anni di immagini sul camoscio appenninico. O in “L’ultima estate”, storie degli ultimi pastori di montagna sulla Majella e “Tempo da lupi”, viaggio in compagnia di questi misteriosi e affascinanti animali, “esperienza diretta con la selvaticità”.

Storie e paesaggi stratificati che consentono di vivere esperienze uniche e rare, di totale solitudine, ma in contesti umani sorprendenti. Una di queste esperienze ha a che vedere con foreste vetuste abruzzesi del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, riconosciute Patrimonio Unesco, vissuta insieme al fotografo Umberto Esposito. A questo tema è legato anche il loro video “Un albero un anno” che ha condensato in meno di 3 minuti quel che una telecamera nascosta nel fitto del bosco ha ripreso puntando per un anno su un albero speciale.
Ma questa è un’altra affascinante storia che vi racconteremo presto.

Antonietta Centofanti
Abruzzo Travel and Food

IL VIDEO DEL PROGETTO “UN ALBERO UN ANNO”

TEMPO DA LUPI

DALLA PRESENTAZIONE DELL’AUTORE

“Freddo. Vento e pioggia, magari con nebbia o neve. “Tempo da lupi” suggerirebbe la saggezza popolare, sottolineando come miserabili condizioni atmosferiche siano le più favorevoli per i “branchi” a intraprendere la caccia o, “scendendo dalle montagne”, ad avvicinarsi alle greggi e alle abitazioni, seminando paura e distruzione. Questo è il tempo in cui è meglio starsene a casa, al caldo e al sicuro.

Io invece ho scoperto che il tempo da lupi è ben altra cosa.

E la differenza sta tutta in quel da. Per me il tempo da lupi è quella preziosa porzione di esistenza che uno fatica a ritagliare nella frenetica vita moderna e da dedicare tutta alla ricerca di un’esperienza diretta con la selvaticità.

Questo tempo da lupi è il tempo del sudore sulla schiena sotto il sole di montagna e dei crampi alle gambe durante lunghe marce nella neve profonda. E’ il tempo delle notti passate all’addiaccio e della sveglia che squilla a orari impossibili; della noia nelle lunghe attese e dell’incontenibile gioia della scoperta. E’ il tempo della solitudine e delle avventure in compagnia. E’ il tempo del batticuore e della delusione; dell’ora e adesso, senza l’ingombro del passato né il pensiero rivolto al futuro. E’ il tempo della giovinezza ed è forse il tempo speso meglio nella mia vita”.

Per ulteriori informazioni www.brunodamicis.com

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