L'ABBINAMENTO DELLA SOMMELIER LUCIA CRU

Fave e pecorino, con vino pecorino d’Abruzzo: l’accoppiata vincente per il primo maggio.

Giorni fa abbiamo suggerito un’idea per gustare in modo leggermente diverso dal solito questo grande classico delle fave con pecorino.

A che vino abbinare questo immancabile piatto? Lo abbiamo chiesto alla sommelier professionista Lucia Cru (che ama definirsi “un’eterna studentessa”). La scelta ricadrà su un “pecorino da bere e da mangiare”.

Scopriamo allora il vitigno Pecorino

Il vitigno Pecorino fa parte del paniere dei Prodotti del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e la sua coltivazione è prevista in tutta l’area protetta. E’ un vitigno a bacca bianca, originariamente riscoperto nel territorio marchigiano e poi diffuso nuovamente in Abruzzo.

Attraverso la sperimentazione e la coltivazione del vitigno Pecorino nell’altopiano abruzzese, la “bevanda di Bacco” è entrata a pieno titolo nell’empireo delle produzioni di qualità del territorio aquilano.

Perché questo vino si chiama “pecorino”?

Il vino pecorino sembra porti questo nome curioso perché la zona dove veniva coltivato era dedita alla pastorizia. La partenza per la “transumanza” (la migrazione stagionale delle greggi con i pastori) coincideva con il periodo di maturazione di questa uva e le pecore, attratte dai dolci grappoli, potevano danneggiare le viti e generare liti tra pastori e agricoltori.

Altra ipotesi è che il nome Pecorino sembrerebbe essere stato assegnato a questo vino in virtù dell’abbinamento con il più celebre formaggio d’Abruzzo, il Pecorino.

Un gregge, foto ente Parco nazionale Gran Sasso e monte della Laga

Il mese di maggio vede protagonisti formaggio pecorino e fave

Il vino pecorino, oggi vinificato soprattutto in purezza, è una vera e propria eccellenza vitivinicola abruzzese. Meritato è il suo attributo di “rosso vestito di bianco!”.

Le caratteristiche del vino pecorino

La coltivazione d’altura generalmente gli conferisce elevate virtù organolettiche. Generalmente, il vino in degustazione si presenta con un colore giallo paglierino, spesso con riflessi verdognoli.

Al naso esprime un complesso bagaglio olfattivo, giocato sulla fusione tra nuance di fiori d’acacia e gelsomino, di frutta matura di mela annurca e di lime, di mandorla dolce, note speziate ed aromatiche di liquirizia, anice, semi di finocchio e foglioline di salvia. Nel finale effluvio di pietra focaia.

In bocca rivela un gusto freschissimo, con una lunga scia sapida e una buona morbidezza.

Gli abbinamenti ideali

La persistenza e il piacevole retrogusto leggermente agrumato, lo rendono un vino versatile e davvero sorprendente. L’abbinamento è ideale non solo con formaggi saporiti e stagionati come i portentosi pecorini appenninici, ma anche con un legume tipico primaverile, dal carattere gusto-olfattivo determinante, come le fave.

(Contenuti a cura di Lucia Cru)

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