L'ORDINANZA DELLA REGIONE

Mascherina in Abruzzo obbligatoria per tutti

Obbligo di mascherine in Abruzzo per tutti anche all’aperto. Lo prevede un’ordinanza del presidente della Regione Marco Marsilio.

Un deciso giro di vite dopo un primo maggio a Pescara in cui folle di cittadini hanno circolato sul lungomare, in molti senza mascherina e anche a gruppetti.

L’ordinanza sull’obbligo di mascherine in Abruzzo

Il provvedimento prevede:

“Che tutte le persone che a qualsiasi titolo sono presenti nel territorio abruzzese (residenti e non) siano tenute – per i prossimi 15 giorni ovvero fino a diverso provvedimento – a indossare la mascherina anche negli spazi aperti, laddove non è possibile mantenere distanze sociali”.

Per chi viene da fuori Regione obbligo anche a casa

Nel provvedimento del governatore dell’Abruzzo viene stabilito anche che tutte le persone provenienti da altra regione siano obbligate, per 15 giorni:

  • al monitoraggio giornaliero della propria temperatura corporea e a comunicare tempestivamente al Servizio Igiene Epidemiologia e Sanità Pubblica (Siesp) territorialmente competente l’eventuale temperatura superiore a 37.5;
  • al mantenimento del distanziamento di almeno un metro e dell’uso della mascherina e dell’igiene delle mani, anche nelle aree pubbliche e aperte al pubblico del territorio regionale, nonché negli spazi chiusi e a livello domiciliare.

Esenti dall’obbligo i bambini sotto i 6 anni e i disabili con disturbi non compatibili con l’uso continuativo della mascherina.

Il virologo: dobbiamo indossare le mascherine perché gli asintomatici sono ancora troppi

Quella del primo maggio a Pescara “è stata una prova generale utilissima e ci dimostra che il livello di preparazione è insufficiente. Dobbiamo mantenere il distanziamento sociale e dobbiamo indossare le mascherine, perché i portatori asintomatici sono ancora troppi per non rispettare queste prescrizioni”, aveva affermato il direttore delle Malattie infettive di Pescara, Giustino Parruti, della task force della Regione Abruzzo, all’indomani delle scene del primo maggio.

L’infettivologo lancia un appello alla responsabilità dei cittadini

“Non c’è obbligo che si possa sostituire al senso civico e al voler bene a se stessi e al prossimo. In questo momento – sottolinea Parruti – non c’è altra strada, solo il distanziamento sociale ci può salvare. Se nelle prossime settimane manteniamo il distanziamento e indossiamo le mascherine possiamo ridurre di molto i rischi, se ricominciamo le relazioni sociali senza protezioni basterà poco perché i contagi riprendano”.

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