“Mancano una cultura specifica nella politica, poi reti turistiche e promozione”

Educazione ambientale, in Abruzzo da 20 anni lavora Ambecò

In Abruzzo c’è una cooperativa nata 20 anni fa, quindi pioniera, che si occupa di educazione ambientale e alla sostenibilità, di turismo naturalistico, di formazione e consulenza professionale in campo ambientale: si chiama Ambecò ed è guidata da una donna competente e tenace.

“La nostra cooperativa – racconta Silvia Cardarelli, presidente del Cda di Ambecò – è nata soprattutto perché voleva occuparsi di ambiente, di sensibilizzazione sulle varie problematiche ambientali. E’ diventata un centro di educazione ambientale di interesse regionale. Il nostro Cea ha sede ad Avezzano e si chiama L’albero delle storie. Ambecò lavora molto con i giovani e attua anche scambi europei e progetti Erasmus”.

Ambecò gestisce, insieme alla cooperativa Sherpa, il centro di educazione ambientale del Parco naturale regionale Sirente Velino. “La nostra cooperativa ha sede a Ovindoli e il nostro territorio naturalistico riguarda l’altopiano delle Rocche e il territorio del Parco”, aggiunge Silvia Cardarelli. Con Sara Sebastiani Ambecò organizza i centri estivi ed invernali de La scuola di Gea di cui abbiamo scritto in un precedente articolo.

Manca una cultura ambientale, a partire dalla politica

Quali sono le difficoltà del fare educazione ambientale in Italia e in Abruzzo? “Partendo dall’Abruzzo, è la cultura ambientale che manca, soprattutto ai nostri politici. Le problematiche di 20 anni fa, anche se eravamo tra i primi ad occuparci di ambiente, le ritroviamo ancora oggi. Notiamo che le questioni ambientali vengono affrontate solo di facciata però poi effettivamente siamo come a inizio 2000. Il problema è anche quello della cultura dei nostri politici rispetto ai finanziamenti che ci possono essere. Noi ci occupiamo molto di reperire fondi e di partecipare a bandi regionali, nazionali, europei. Notiamo però una una carenza in regione”.

Anche a scuola troppo indietro in educazione ambientale

E poi c’è un problema nella scuola. Ambecò porta avanti da anni progetti di educazione ambientale in molti istituti scolastici, anche fuori dalla Regione Abruzzo. Subito dopo il terremoto del 2009 la cooperativa ha svolto anche programmi a L’Aquila. Però in Italia per l’educazione ambientale siamo ancora troppo indietro. “Si parla tanto di fare questa formazione specifica nelle scuole (su rifiuti, energia, alimentazione, consumo critico e così via) ma poi non vengono mai coinvolti i centri di educazione ambientale che ci sono sul territorio italiano che saranno più di 500 e che sono altamente formati per questo”.

L’appello ai politici: “Incentivare le reti della filiera turistica e la promozione”

L’estate del Covid-19 segna il boom del turismo naturalistico e in questo ambito l’Abruzzo ha molto da offrire ma diversi punti deboli da migliorare. Tra questi la mancanza di rete tra chi fa turismo e l’assenza di una vera promozione turistica.

Ambecò rivolge un appello alla politica abruzzese: quello di “incentivare le reti. In passato si era fatto un percorso di questo tipo, per mettere in collegamento le realtà della filiera turistica. Un discorso che si è bloccato due anni fa. In Abruzzo manca un’offerta turistica in rete. E manca una promozione vera turistica della regione Abruzzo, a livello nazionale e internazionale, che bisogna spingere perché qui da fare c’è di tutto e di più però non si sa”.

Enrica Di Battista

L'intervista a Silvia Cardarelli (presidente Cda Ambecò)

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