L'AZIENDA "LA PORTA DEI PARCHI" LANCIA UNA PROPOSTA

[pinterest-gallery columns=”1″ images=”7080″ adjust=”yes”]   In questa grave emergenza del Coronavirus anche allevatori e agricoltori sono in difficoltà. Ne abbiamo parlato con Nunzio Marcelli, noto titolare dell’azienda agropastorale biologica “La Porta dei Parchi” ad Anversa degli Abruzzi, lui che il lavoro di allevatore lo ha scelto dopo la laurea in Economia agraria.

Marcelli fa con noi un’analisi chiarissima della situazione cui siamo giunti. Prima di tutto però lancia una proposta urgente all’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) per dare un contributo concreto: “La nostra azienda familiare aspetta  ancora i pagamenti arretrati dal 2018, con quelli saremo in grado di donare un respiratore per l’Ospedale di Sulmona. Ma sblocchino subito i versamenti dovuti e attesi”.

Come si riadatta un'azienda agropastorale in situazioni di crisi?

L’attività di agricoltori e allevatori non si ferma durante questa pandemia di coronavirus. Ma le difficoltà sono molte.

Ad esempio, “La porta dei parchi” aveva un grande flusso verso Milano e verso gli Stati Uniti, destinato ad attività di ristorazione che acquistavano i prodotti dell’azienda. Ora tutto si è bloccato, soprattutto con le attività di ristorazione chiuse.

Oggi, racconta Nunzio Marcelli, “la nostra attività non si ferma, tranne ovviamente quella ricettiva. Si fa una scelta. Continuiamo ad allevare agnelli che non si vendono, eliminando gli anziani e rinnovandola con i nuovi. Gli agnelli castrati andranno al pascolo, un pascolo incontaminato e di qualità, che tra qualche anno darà ottime carni”.

Riscopriamo il cibo locale, ci salverà

I formaggi di Nunzio Marcelli e di sua moglie Manuela Cozzi, biologici certificati, sono da anni noti nel mondo, hanno ricevuto numerosi premi, sono recensiti dal Gambero Rosso.

Per assurdo, vengono più richiesti all’estero o in altre realtà italiane, ad esempio da ristoratori del centro di Milano, che in territorio abruzzese. In ambito locale, nota con rammarico Marcelli, oggi perfino la massaia preferisce il supermercato.

Questo territorio dell’Abruzzo interno ci insegna la vera resilienza e che la linea da seguire è un’altra da quella percorsa ad oggi. Quello di Anversa era territorio della Linea Gustav e tra il 1943 e il 1944 ci furono 8 mesi di vera sopravvivenza. “Mia madre che quei tempi li ha vissuti – ricorda Marcelli – mi diceva che con il coprifuoco dentro casa era tutta un’officina: chi ammassava (impastava, ndr), chi cucinava, chi faceva altro e nulla si sprecava”.

Oggi, invece, dentro alle case si attende il catering o il cibo consegnato dai rider (nuovi schiavi). Al pane e olio con un buon vino, aggiunge Marcelli, si preferisce “l’aperitivo cenato” fighetto.

“Siamo diventati un popolo di consumatori abituati alla monoporzione impacchettata e sigillata nella plastica, non siamo più in grado di acquistare nelle aziende locali una materia prima di qualità”, dice Nunzio Marcelli.

La situazione non è dovuta alla paura, analizza Marcelli, ma ad una “povertà culturale” dei nostri tempi. L’errore, prosegue, è stato “impostare la cultura su una società signorile di massa e perdendo la capacità di adattarsi che è invece caratteristica di ogni specie”.

Questo è però “il momento per ripensarci e pentirsi, per capire che comprare locale e sul territorio è l’unico modo per garantire le produzioni”.

Quali soluzioni dall'Unione europea e dall'Italia?

L’Europa dovrà reagire in maniera adeguata. I rischi sono imminenti, coronavirus a parte. “In Italia tra pochi anni rimarranno pochissime comunità. Alle porte premono altri popoli e nazioni ricchissime che divoreranno tutto e che approfitteranno di questa situazione guadagnando spazi di mercato”, dice il titolare dell’azienda.

Le gravi crisi come questa pandemia di Coronavirus portano purtroppo  molte vittime e niente risarcirà queste ferite.  Dopo potrà esserci un miglioramento, secondo Marcelli, se l’Europa saprà imporsi davanti ai nuovi colossi come Cina, Russia e Stati Uniti.

Innanzitutto, nota l’allevatore, “dobbiamo essere più coesi in Europa e non approfittare o deridere delle disgrazie altrui. Abbiamo visto in piena emergenza coronavirus altri Paesi europei criticare l’Italia e poi ritrovarsi nella stessa situazione. Mi madre diceva: “Abb’ coglie, iastemma no” (La bestemmia non ti coglie ma la meraviglia sì).

"Adotta una pecora" e acquisto online

Sempre attiva in azienda l’iniziativa “Adotta una pecora” lanciata molti anni fa ed arrivata in tutto il mondo: in cambio di un contributo prestabilito si riceve a casa un pacchetto contenente varie specialità biologiche dell’azienda, dalla carne ai formaggi, olio o marmellate.

In questa come in altre aziende del territorio abruzzese la spesa potrà continare a farsi anche online, attraverso il sito web. In altre aziende si può contattare telefonicamente il produttore.

Sosteniamo i produttori locali, sono i custodi dei nostri territori!

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