CORONAVIRUS, A L'AQUILA PRIMO ANNO SENZA FIACCOLATA

Coronavirus, L'Aquila chiama Italia: la locandina

In questo drammatico momento della pandemia di coronavirus, L’Aquila chiama Italia. Il 6 aprile 2020 sarà l’anniversario del terremoto che 11 anni fa ha devastato il capoluogo abruzzese. A causa del coronavirus L’Aquila ovviamente non vedrà sfilare la silenziosa fiaccolata in memoria delle vittime. L’appello dei familiari delle vittime all’Abruzzo e al Paese: accendete una candela alle finestre la notte tra il 5 e il 6 aprile per commemorare le 309 vittime di allora e quelle di oggi, uccise dal Covid-19.

L’appello del Comitato dei familiari delle vittime del terremoto de L’Aquila

“Sarà un anniversario scandito dal silenzio e dall’isolamento quello che si appresta a celebrare L’Aquila, con l’intero Abruzzo, il prossimo 6 aprile. Lo impone la situazione difficile e complessa determinata dal coronavirus che vieta ogni forma di assembramento.

Il rispetto delle regole – stare a casa – è un obbligo di assoluta e inderogabile civiltà poiché ne va della sicurezza di tutti. Ma possiamo sentirci uniti, nel ricordo, con un semplice gesto: accendendo una candela o un lume alle finestre, ai balconi, nei giardini delle nostre case, la notte tra il 5 e il 6 aprile.

In memoria delle 309 vittime di quella terribile notte di 11 anni fa, ma anche di tutte le donne e gli uomini che a causa del contagio hanno perso la vita e se ne sono andati via da soli, senza il conforto di un familiare accanto, senza l’ultima carezza o l’ultimo sguardo di chi li ha amati e senza una cerimonia degli addii. Uno strazio che noi ben conosciamo e che aggiunge dolore al dolore.

Chiediamo a tutto il Paese di partecipare a questo rito collettivo: una orazione fatta solo di luce. Così almeno quella notte saremo tutti meno soli”.

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