Agricoltori al lavoro per garantirci il cibo

Coronavirus, patata del Fucino

In piena emergenza coronavirus gli agricoltori e gli allevatori continuano a lavorare per garantire il cibo che arriva ogni giorno sulle nostre tavole. Prendiamo, ad esempio, cosa accade nella piana del Fucino, la zona agricola più produttiva d’Italia con i suoi 13mila ettari di terra fertile.

Qui è in pieno svolgimento l’attività per la coltivazione di patate e carote, i prodotti di punta che sono Igp, e poi di finocchi e insalate.

La richiesta di prodotti distribuiti in tutto il Paese, è in aumento.

Aziende agricole in piena e sicura attività

“Il dramma che stiamo vivendo ci responsabilizza ancora di più perché dobbiamo garantire la corretta e sana coltivazione e la distribuzione alle famiglie italiane”, spiega Mario Nucci, direttore del Consorzio di tutela Igp patata del Fucino, struttura riconosciuta dal Ministero dell’Agricoltura, che riunisce tutti i produttori.

“Le aziende agricole sono al lavoro regolarmente con tecnologie all’avanguardia sia nella produzione sia nella sicurezza e nell’igiene, naturalmente hanno adottato tutte le misure di contenimento, in tal senso siamo avvantaggiati dal fatto che si lavora all’aperto”.

La storia della patata del Fucino

Conosciuta in Abruzzo da più di duemila anni come patata di Avezzano, è oggi denominata Patata del Fucino IGP, coltivata nella zona da cui prende il nome, un territorio contiguo al Parco Nazionale d’Abruzzo e al Parco Regionale del Sirente-Velino, su un’area di circa 12.000 ettari di cui oltre 4.000 sono impiegati nella coltivazione del tubero.

Dove si coltivano

L’area di produzione è Avezzano, Celano, Cerchio, Aielli, Pescina, S. Benedetto dei Marsi, Ortucchio, Trasacco, Luco dei Marsi nel territorio della provincia de L’Aquila.

I semi della varietà del Fucino vengono utilizzati per la sua coltivazione anche in altre aree abruzzesi, a Barisciano e Montereale, sull’Altopiano delle Rocche, sull’Altopiano di Navelli, in Valle Roveto e nei piani Palentini, in quantità minore.

La forma, la polpa e il colore

La patata del Fucino IGP ha forma tondo-ovale e buccia irregolare e una tonalità prevalentemente chiara o rossa; la polpa ha un colore che varia dal bianco al giallo e una consistenza più o meno farinosa o soda e compatta, a seconda della varietà.

Le varietà coltivate

La Agata e la Agria sono le più coltivate, più adatte alle caratteristiche del terreno della zona che ne assicura un’elevata produzione ma anche la patata viola, la Vitellotte, dalle grandi proprietà nutrizionali, è in forte crescita e molto apprezzata dagli chef.

Caratteristiche e proprietà organolettiche

Le caratteristiche organolettiche della Patata del Fucino IGP eccellono grazie all’alto contenuto di fosforo e potassio e alle tecniche di coltivazione a basso impatto ambientale.

Il modo migliore per cucinarle

Oltre che come delicato e delizioso contorno, bollite, fritte o cotte al forno, le patate vengono impiegate anche nella preparazione di primi sostanziosi, di minestre e dolci o aggiunte all’impasto del pane che lo rendono più soffice.

Le peculiari caratteristiche della piana del Fucino

Nella conca del Fucino, ai piedi del Parco Nazionale d’Abruzzo, la vocazione all’agricoltura ha origini lontane.

Altopiano situato tra i 650 e i 680 metri sul livello del mare, il Fucino era in passato un lago, terzo d’Italia dopo quello di Garda e il Lago Maggiore che, ingrossato dalle piogge e privo di emissari, spesso straripava creando non pochi problemi agli agricoltori della zona.

I romani lo scelsero inizialmente come luogo di villeggiatura per il suo particolare microclima. Nonostante ciò fu al loro tempo che si iniziò con la bonifica del lago: l’Imperatore Claudio fece costruire un canale di circa 5,6 chilometri che attraversava in parte il Monte Salviano per poi drenare nel fiume Liri, opera che non ebbe i risultati sperati.

Dopo vari tentativi, solo nel 1875 il principe Alessandro Torlonia diede vita al progetto di totale prosciugamento del lago da cui vennero ricavati circa 16.000 ettari di terreno nuovamente coltivabili e particolarmente fertili, in cui cereali, patate e altri ortaggi trovarono dimora.

Oggi operano circa 3 mila aziende agricole con circa 15 mila lavoratori tra addetti e indotto, e la richiesta di lavoratori è in aumento: anche in piena emergenza per il coronavirus si producono 2 milioni quintali di patate del Fucino e circa 1,2 di carote per un fatturato di alcune centinaia di milioni di euro.

Le condizioni climatiche influenzano le caratteristiche dei vegetali; la struttura argillosa delle terre, l’escursione termica, sono alcune delle condizioni tipiche della zona.

La stagiornalità della patata del Fucino

La semina della patata del Fucino, tra le più pregiate d’Italia, avviene da metà marzo a fine maggio; la raccolta si effettua dalla seconda metà di luglio alla metà di novembre, per le varietà a ciclo medio e tardivo.

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