SEMPRE PIU' SOLUZIONI ANCHE NELLE CITTA'

Coltivare un orto

Coltivare un orto in questa crisi economica provocata dall’emergenza Coronavirus sta diventando sempre di più una necessità. Si trovano spazi perfino nelle città, in cortili e terreni tra palazzi, con gli orti urbani individuali o comunitari.

Addirittura in casa, in questo periodo di quarantena, c’è chi per hobby e per distrazione ha anche sperimentato qualche assaggio di orto sul balcone, fenomeno che ha registrato un vero e proprio boom nella Fase 1. Anche un piccolo spazio ben sfruttato, con strutture in verticale e vasi leggeri, può fruttare bene.

Secondo Coldiretti l’emergenza Coronavirus ha fatto rivalutare la funzione degli orti di “guerra,” quando nelle città italiane, in Europa e negli Stati Uniti si diffondevano coltivazioni per garantire approvvigionamenti alimentari.

Una attività che è tornata ad essere incentivata in molte città con 174 milioni di metri quadrati di orti urbani presenti lungo tutta la penisola, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat. Un fenomeno che è pure molto diffuso all’estero.

Se in passato erano soprattutto i più anziani a coltivare un orto, memori spesso di un tempo vissuto in campagna, da anni la passione si sta diffondendo anche tra i più giovani.

Coltivare un orto nella Fase 2, via libera per 1,2 milioni di italiani

Nella Fase due c’è il via libera a 1,2 milioni di italiani che fanno gli agricoltori per passione, coltivando appezzamenti di terreno pubblici o privati per garantirsi cibo genuino e trascorrere un po’ di tempo all’aria aperta.

Coldiretti evidenzia che la riapertura è stata chiarita con le Faq pubblicate sul sito del Governo sulle novità del DPCM del 26 aprile in vigore dal 4 maggio.

Al capitolo agricoltura, allevamento e pesca si precisa che la coltivazione del terreno o il taglio della legna per autoconsumo sono consentite.

Chi vuole farlo, però, deve dimostrare, con autodichiarazione completa, il possesso dell’orto o superficie forestale, con indicazione del percorso più breve per il raggiungimento del luogo.

Coltivare un orto torna ad essere una necessità

Una svolta importante che – precisa la Coldiretti – risponde alle sollecitazioni per garantire lo svolgimento di una attività gratificante ma anche utile a garantire cibo.

In questo momento infatti un numero crescente di italiani si trova in difficoltà economica, con circa 4 milioni di persone che hanno bisogno di aiuto per mangiare, secondo una stima dell’associazione.

Tornare a coltivare la terra non sarà un fenomeno alla portata di tutti – perché la terra bisogna possederla o acquistarla – ma è un’occasione da non perdere per chi già ce l’ha e magari la lascia incolta. O per chi intende trasferirsi dalle città nelle campagne e nei borghi: c’è da scommettere che, dopo questa emergenza, non saranno in pochi a volerlo.

Intanto molti italiani, nel periodo di quarantena, hanno cominciato a coltivare orto, piante e fiori, scoprendo un’attività utile alla salute e all’umore, alle tasche, all’ambiente.

Per chi non potrà farlo ci sono gli agricoltori, che sono stati sempre al lavoro in questi mesi nonostante le difficoltà, per garantirci il cibo sulle tavole: l’acquisto diretto e nei mercati contadini è sempre la scelta migliore.

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