Il genietto creativo della tessitrice Assunta Perilli

In quarantena, dopo un evento fortuito, ha cominciato a recuperare avanzi, scampoli di stoffe e ritagli di tessiture al telaio precedenti. La tessitrice di Campotosto Assunta Perilli ha così trasformato il mantra collettivo “io resto a casa” in tante casette di lana pregiata, colorate e rifinite in ogni dettaglio.

Casette al telaio, idea “riciclosa” che ci piace tanto

Inizialmente i programmi della quarantena per Assunta erano altri. “Mi ero detta che avrei risistemato la bottega, revisionato tessuti, finito lavori. Poi un giorno da un armadio pieno zeppo di cose è caduta una busta piena di avanzi di tessiture al telaio”, racconta Assunta Perilli. E così è arrivato il lampo di genio in un momento di quarantena: creare delle casette con questi pregiati materiali di recupero.

Una piccola cosa creativa, allegra e colorata, molto simbolica: Assunta non pensava sarebbe piaciuta così tanto alle sue clienti. Lei, tessitrice di montagna, è abituata a tessere stoffe impegnative per vestiti e per la casa. Invece è stata inondata di email e messaggi di richieste di casette e la sua piccola e accogliente bottega, chiusa, si è trasformata in magazzino pieno di scatole che avrebbe poi spedito dopo Pasqua.  Non è difficile capire perché: abbiamo tutti bisogno di piccole cose simboliche in questi tempi incerti.

A gennaio il nostro racconto sulla bottega di Assunta Perilli

“Avevo anche fatto delle spillette buffe – racconta la tessitrice – che sono andate subito a ruba. Poi ho proseguito con le casette, le sardine e i funghetti, perché un giorno mi è venuto in mente mio padre quando taglia i funghi porcini da seccare”. Assunta è un fiume in piena di creatività. Mentre ti racconta, sicuramente sta anche pensando ad altre creazioni.

Le spillette, come le casette, sono ricche di particolari con bottoncini e ricami. “Perché nel piccolo oggetto il segreto è il dettaglio”, racconta la tessitrice. Assunta ha anche creato dei piccoli portamonete, che lei chiama anche “portaniente”, decorati e ricamati con fiori e altro. La battuta le viene facile: “Dalle casette della quarantena ai portamonete, piccoli piccoli, per tempi di restrizioni economiche post-Covid”.

Campotosto, l’isolamento nell’isolamento

Assunta Perilli e i campotostari all’isolamento sono abituati, dopo dieci anni di terremoti e ancora nessuna ricostruzione. Adesso l’isolamento di queste comunità, unito alla scarsa densità di popolazione, è stato un prezioso antidoto alla circolazione del coronavirus. Un vantaggio da tutelare pur nella necessità di tornare a riaprirsi e a vivere di quel turismo che ha sempre caratterizzato queste località e soprattutto il lago di Campotosto.

Il nostro reportage su Campotosto

E allora come può ripartire una bottega nella fase 2? E’ una questione da affrontare. Di sicuro ci si organizza con mascherine e disinfettanti ma la bottega di Assunta è piccola e la tessitrice sta pensando anche di allestire all’esterno le sue creazioni, durante la bella stagione. Sempre che si possa tornare a viaggiare in sicurezza, cosa che ci auguriamo.

Campotosto, il terremoto dimenticato

Abruzzo Travel and Food ha lanciato la campagna #adottaunproduttoreabruzzese.

Sosteniamo i produttori e gli artigiani locali, sempre e soprattutto in questa fase di emergenza per il Covid-19, non solo perché sono la microeconomia locale e sostenibile ma perché sono i guardiani del territorio

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