Casale Nibbi, l'area picnicSulle pendici della conca di Amatrice, in provincia di Rieti a 1.010 metri di altitudine, immersa nel verde dei Monti della Laga, da 5 generazioni l’azienda agricola Casale Nibbi dà vita a prelibatezze speciali grazie al clima di questi  territori. Torniamo in questi giorni a ‘sforare’ a livello regionale e scriviamo di Amatrice, territorio fino al 1927 appartenente all’Abruzzo e ancora vicino per territorio, somiglianze e destino.

Questo territorio è stato ferito a morte, nell’estate del 2016, da un devastante terremoto che ha costretto l’azienda a rimboccarsi le maniche e a ricostruire quello che la natura, madre e matrigna,  aveva distrutto dopo oltre 150 anni di sacrifici. Il terremoto rende inagibile parte dell’azienda e dell’abitazione della famiglia Nibbi. Il lavoro rallenta, riducendo drasticamente il mercato locale, ma Amelia e Casale Nibbi non abbandonano né i loro terreni, né il loro lavoro. Cercano di resistere.  Con l’obiettivo di trovare un nuovo modello d’impresa e nuove aperture di mercato.

A quattro anni da quell’evento parliamo di questo nuovo modello d’impresa con Amelia, l’anima appassionata e indomita dell’azienda. Parte dall’amore per la sua terra questa giovane donna dallo sguardo lungo.

Le difficoltà tra terremoto e Covid

“Le montagne che mi circondano mi danno protezione. Le conosco, so quello che mi hanno dato e so quello che mi hanno tolto. E mi fanno sentire protetta. Il desiderio è stato restare a qualunque costo e restare perché c’è un’opportunità. Siamo nati e cresciuti qui, ci piace, e cerchiamo di prendere le opportunità che ci arrivano. Per me è stato importante l’incontro con ReStartApp per il Centro Italia che mi ha consentito una Parte dell'azienda Casale Nibbi terremotataformazione su due fronti: organizzazione del lavoro  e monitoraggio di costi, ricavi e mercati di riferimento. Quest’ultimo si è rivelato particolarmente utile per affrontare i cambiamenti dovuti alla emergenza COVID”.  

Il terremoto non ha lasciato lutti alla famiglia Nibbi ma ha danneggiato l’azienda mettendo fuori uso diversi edifici. Il vecchio caseificio inutilizzabile è stato sostituito  provvisoriamente da un altro locale, “rattoppato” in qualche modo. Anche le stalle e le celle di conservazione della frutta richiedono importanti lavori. Ci sarà ancora tanto da fare. E spesso, “senza l’aiuto delle  istituzioni. La difficoltà principale – ci dice Amelia –  è riuscire a tornare alla normalità. La gestione del post-terremoto, i lavori, la fatica di ripartire richiedono tanto tempo ed energie. E oltre a questo c’è da portare avanti tutto il resto: lavorare, partecipare alle fiere, cercare nuovi mercati, pagare le tasse.  La parola d’ordine per noi è stata aprire l’azienda ai visitatori e clienti, per creare uno scambio tra territori, per riportare qui le persone. Qui dove le case sono distrutte, i ritardi della ricostruzione estremamente pesanti, la dispersione umana dolorosa, ma la natura risplende ancora in  tutta la sua bellezza e può aiutarci a rinascere. E’ necessario cambiare mentalità, fare rete con le imprese di Amatrice e, più in generale, con le aziende dell’Appennino centrale per dare insieme nuova vita all’economia del centro Italia”.

Le visite con degustazione in azienda, l’area picnic e la sosta camper

Tra le iniziative messe in campo per far conoscere direttamente l’azienda e i suoi prodotti c’è anche  il laboratorio, condotto da Amelia, Un giorno da contadino, che comprende la visita alla stalla, al frutteto e al caseificio con Degustazioni in azienda Casale Nibbila spiegazione di ciascuno dei processi e la degustazione a fine visita dei prodotti preparati, seguendo la tradizione contadina locale.

A disposizione di turisti e visitatori a Casale Nibbi c’è l’area picnic, all’interno dell’azienda con barbecue, tavoli, acqua potabile (disponibilità: su prenotazione per un massimo di 20 persone). Si può anche stazionare, gratuitamente, qualche giorno nell’area camper.

L’azienda, a conduzione familiare,  ha dieci dipendenti, integrati da lavoratori stagionali in tempo di raccolta.  Dispone oggi di circa ottanta ettari di terreni. I terreni aziendali sono in parte sistemati a frutteto, per una superficie complessiva di circa undici ettari dei quali circa otto a mele e circa tre a ciliegie, e per la restante parte utilizzati per la produzione di grano duro per la pasta dell’azienda, patate e topinambur, per il foraggio. Nelle stalle trovano posto circa 150 capi di bovine da latte, allevati allo stato semibrado. La produzione di latte è destinata alla produzione di formaggi in azienda e in parte conferita presso cooperative sociali.

La coltivazione ‘eroica’ di Casale Nibbi: 15 varietà di mele e ciliegie biologiche in altura

Parlare di Casale Nibbi significa innanzitutto partire da una sfida: produrre mele e ciliegie a oltre mille metri di altezza sul livello del mare. Un sogno iniziato nel 1992 e oggi diventato realtà.

Lunghi filari di piante di melo – ben 15 varietà – e tre ettari di terreno Mele e succhi biologici di Casale Nibbidestinati a ciliegi tardivi che offrono i succosi rossi frutti in luglio e agosto. “Il merito della bontà dei nostri frutti è del clima: gli sbalzi termici tipici della montagna donano un gusto speciale alle colture”, spiega Amelia.

L’azienda ha aderito, nel corso degli anni, a campagne europee per la promozione delle coltivazioni biologiche e oggi offre l’intera produzione in regime di agricoltura biologica certificata.

L’azienda vende direttamente in sede o con consegna a domicilio; presso fiere e mercati, nei negozi con prodotti biologici, nei GAS, gruppi di acquisto basati sulla filiera corta e sul sito e-commerce.

Per ulteriori informazioni www.melemangio.it

     Antonietta Centofanti
Abruzzo Travel and Food

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Casale Nibbi (Amatrice, Rieti)

 

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