IN UNA BOTTEGA TRA MAGLIE, LANA E FILATI

Cambio vita, faccio l'artigiana: la bottega di Antonella Marinelli
La bottega di Antonella Marinelli a Fontecchio

“Adesso cambio vita”. Chi non l’ha pensato almeno una volta? Antonella Marinelli l’ha detto e l’ha fatto. Aveva un buon impiego in un’azienda ma la passione per l’artigianato è stato un richiamo irresistibile. Oggi è titolare dell’attività “I campi di mais”: lavora la lana ed altri tessuti in una bottega a Fontecchio, un borgo medievale a meno di trenta chilometri da L’Aquila.

La bottega, in piazza del Popolo, vicina alla splendida fontana del Trecento, è una stanza al piano terra della casa di Julian Civiero – documentarista autore di racconti emozionanti sull’Abruzzo interno – che si divide tra l’Inghilterra e Fontecchio.

Questa bottega ha un fascino d’altri tempi, perché ristrutturata mantenendo intatte le caratteristiche. E’ il vecchio ufficio postale di Fontecchio, con ancora la cassaforte in ferro, i fori dei fili del telegrafo e il vecchio armadio di legno dove venivano conservate lettere e documenti, il portone di legno d’epoca, le pareti bianche. Sembra di entrare nell’ufficio dove il postino Mario Ruoppolo-Massimo Troisi smistava, sognante, la posta di Pablo Neruda-Philippe Noiret. “Questo un tempo era un luogo di aggregazione e con Julian Civiero abbiamo l’ambizione di farlo tornare tale”, racconta Antonella con l’entusiasmo che si legge negli occhi.

Ad un certo punto scatta il “cambio vita”

Antonella Marinelli intreccia fili da quando aveva sei anni. Imparò a sferruzzare dalla nonna a Capestrano, un borgo della valle del Tirino. Da allora non ha più smesso. Ma se prima era solo un hobby, dieci anni fa ha pronunciato la fatidica frase “cambio vita” ed è diventata artigiana a tutti gli effetti. Oggi lavora tanta maglia e uncinetto. “Però mi piace sperimentare, anche solo per me stessa. E così mi sono avvicinata al telaio con la tessitura a tavolette. E poi anche ad un po’ di tombolo”, racconta.

Antonella, per le sue creazioni, acquista soprattutto lana abruzzese. Se acquista per qualche sperimentazione lana da fuori, si rivolge comunque a produzioni piccole e locali. “Per me il contatto con la natura e con i materiali naturali, la raccolta delle erbe tintorie, il riciclo e il riuso sono ormai uno stile di vita”, spiega.

Non solo bottega: tessitrice di viaggi esperenziali

Antonella Marinelli, insieme alla guida di montagna Vanessa Ponziani, ha inoltre creato  “I viaggi di Penelope”, una formula di turismo esperenziale lungo le vie della lana in Abruzzo.

Cinque giorni che uniscono il trekking (anche lungo il tratturo e con pernottamento, oltre che in b&b, in una vecchia pagliara) a laboratori artigianali sempre centrati sulla lavorazione della lana, tintura vegetale con zafferano e erbe selvatiche, creazione di feltro, sapone fatto a mano. Un viaggio che è conoscenza del territorio, della sua storia antica, dell’identità di transumanza.  Ma è anche conoscenza delle persone che lo vivono, condividendo momenti della vacanza insieme.

“L’obiettivo – racconta Antonella – è far conoscere il territorio ai turisti attraverso le persone che lo vivono”. Anche con le guide turistiche locali come Vanessa Ponziani e Carla Ciccozzi (di cui abbiamo raccontato le visite a L’Aquila) che spiega a Peltuinum il ruolo della donna nell’antica Roma. Oppure attraverso il consorzio dello zafferano che, nella tranche di viaggi in autunno, coinvolge i gruppi nella raccolta dell’oro rosso di Navelli.

Un viaggio, insomma, che regala esperienze ed emozioni diverse a seconda delle stagioni.

Enrica Di Battista
Abruzzo Travel and Food

Come arrivare a Fontecchio

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