Pagine di storia scritte nel borgo, protagonista anche Alfonso d'Aragona

Fatti d'arme a San Demetrio Ne' Vestini. Braccio da Montone

Un rilevante fatto d’armi si svolse nel territorio di San Demetrio ne’ Vestini, tra 1423 e 1424, nell’ambito dell’assedio de L’Aquila da parte del condottiero Braccio da Montone, detto “Fortebraccio”. Questi combatteva al soldo degli Aragonesi, provenienti dalla Spagna, contro la regina Giovanna II ultima rappresentante della dinastia D’Angiò-Durazzo, d’origine francese.

       Un altro fatto guerresco avvenuto nel territorio di San Demetrio, altrettanto importante ma meno noto, vide come protagonista nel 1442 l’esercito guidato personalmente da Alfonso d’Aragona, il quale di lì a poco sarebbe asceso al trono di Napoli.

       Ventuno anni dopo, nel 1463, un altro grande esercito regio – fedele a Ferdinando D’Aragona, erede designato da re Alfonso – si accampò a San Demetrio nel corso dell’ ennesima guerra di successione al trono di Napoli. Episodi non casuali, perché la vicina città de L’Aquila era un tradizionale baluardo filofrancese e quindi avversaria degli Aragonesi.

L’assedio di L’Aquila e Braccio da Montone

Scontro a porta Barete, L'Aquila
Braccio da Montone e Jacopo Caldora si fronteggiano con i loro rispettivi eserciti a L’Aquila, davanti a Porta Barete

     Braccio da Montone cominciò l’assedio de L’Aquila nel 1423, distruggendo gran parte dei castelli sottoposti alla giurisdizione aquilana. La città però, sotto la guida del suo governatore Antonuccio Camponeschi, gli oppose resistenza per oltre un anno. Nel frattempo la Regina Giovanna II d’Angiò-Durazzo mandò in aiuto dei difensori de L’Aquila un esercito guidato da Jacopo Caldora, esperto condottiero che in passato aveva militato sotto lo stesso Braccio da Montone. Una battaglia si svolse nei territori compresi fra San Demetrio Ne’ Vestini e Bazzano, nelle vicinanze de L’Aquila. L’esercito filoaragonese ne uscì sconfitto e Braccio da Montone fu ferito gravemente alla testa da un tremendo colpo di mazza ferrata. Dopo la sua cattura, fu imprigionato e morì a L’Aquila il 5 giugno 1424, a ostilità già concluse.

Braccio da Montone. Via Fortebraccio a L'Aquila
La caratteristica Via Fortebraccio a L’Aquila

     Di questa guerra parla anche il sacerdote-storico Angelo Signorini nella sua opera “La diocesi di Aquila descritta e illustata”, edita nel 1868. “San Demetrio – scrive fra l’altro Signorini – fece sempre nei secoli scorsi bella mostra di sé. Il paese, nella guerra di Braccio da Montone, acquistò rinomanza. Ne riportò i meritati elogi degli storici di cose patrie diligentissimi: Angelo Fonticolano, Bernardino Cirillo e Lodovico Antonio Antinori”.

La presenza di Alfonso d’Aragona a San Demetrio Ne’ Vestini

      “Nell’abitato di San Demetrio, il 27 luglio 1442 – come ricorda il dotto sacerdote –  si condusse il re Alfonso di Aragona dopo aver debellato Renato [d’Angiò, francese, n.d.r.] duca di Lorena”. “Per il che – prosegue Signorini – rimasto Alfonso assoluto signore del Regno, da San Demetrio, dove stette alquanti giorni, ordinò aspra battaglia a danno e sottomissione del castello di Fagnano. E si preparò a ridurre alla sua divozione tutto il contado aquilano, che per minacce de’ parziali [partigiani filofrancesi, n.d.r.] si teneva ancora per Renato d’Angiò”.

E’ verosimile che il re alloggiasse nel cosiddetto “Palazzo del Duca” che si trova tuttora a Cardabello, nella parte alta del paese di San Demetrio Ne’ Vestini. L’edificio, quattrocentesco, viene considerato uno dei pochi esempi di “palazzo fortificato” esistenti in Abruzzo.

      A San Demetrio, infine, nell’ennesimo conflitto tra gli Aragonesi/Spagnoli e francesi, si accampò nell’agosto 1463 l’esercito regio aragonese guidato da Alessandro Sforza di Cotignola. “Era questi – scrive il Signorini – il luogotenente Generale del Re Ferdinando d’Aragona [erede designato dal re Alfonso, n.d.r.] ove venuto ai patti con gli ambasciatori e deputati Aquilani si conchiusero i trattati di accordo”. E il 26 agosto 1463, rileva Signorini, “la città di Aquila innalzò le bandiere di Ferdinando d’Aragona”.

Per cui gli aquilani, filofrancesi da sempre, dopo questa ennesima sconfitta dei pretendenti d’Angiò al trono di Napoli, dovettero accettare l’imperio del Re aragonese Ferdinando (o Ferrante, come alcuni lo chiamano).

Giorgio Mendicini
Abruzzo Travel and Food

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Dove si trova San Demetrio Ne' Vestini

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