IL LEGAME POCO NOTO DELLA FAMIGLIA CON LA TRANSUMANZA

Benedetto Croce in una foto d'epoca

   La storia ufficiale ci dice che Benedetto Croce, il grande filosofo e storico abruzzese, nacque da genitori appartenenti a “famiglie abbienti” originarie di Montenerodomo e di Pescasseroli. Ma è lui stesso a non escludere la possibilità che i suoi avi materni fossero degli immigrati dalla Dalmazia. Esercitavano infatti un mestiere molto particolare, monopolizzato dalle genti slave trasferitesi nella nostra Penisola. E il loro cognome, Sipari, corrispondeva a toponimi esistenti nella penisola balcanica: Siparo era una città dell’Istria e Seperi un villaggio dell’Albania.

Pecore in transumanza

Gli avi materni di Benedetto Croce esercitavano il mestiere di “bassettiere”

E’ il medesimo Croce a renderlo noto nella sua monografia su Pescasseroli, quando ricorda il suo avo materno Marcantonio di Siparo il quale figura in un censimento del 1658, fatto nella stessa Pescasseroli, con la notazione che esercitava il mestiere di “bassettiere”. E il filosofo spiega – citando uno studio del 1781 di F.N. de Dominicis sulla “Dogana delle pecore” – che tale denominazione veniva attribuita “ai negozianti delle pelli degli agnelli morti nel nascere, chiamate bassette”.

Ma i bassettieri non trattavano solo pelli di agnello. La “principale occupazione di essi – scrive sempre de Dominicis – era di girare per le varie poste del Real Tavoliere [di Puglia] per ricevere li animali morti o non atti al vivere o a dare frutto, per metterne in commercio le carni nelle varie città e terre di quelle provincie”. E le pelli “delle pecore e capre”, che gli stessi bassettieri provvedevano a conciare, “vendevano agli artieri [artigiani] del Regno, e quelle delli teneri agnelli ai forestieri, essendo molto usate nelle isole dell’Arcipelago e in altri luoghi dell’Impero Ottomano”. E questo particolare potrebbe costituire un altro indizio dell’origine balcanica dei de Siparo o Sipari.

In ogni caso, de Dominicis e Croce non spiegano a sufficienza che i  “bassettieri” seguivano le greggi nella loro difficile transumanza.  I bassettieri macellavano poi sul momento i numerosi animali morti (per incidente o per malattia) conciandone subito dopo le pelli. Non viene poi sottolineato che tale mestiere, molto particolare, era praticamente monopolizzato da immigrati provenienti da oltre Adriatico.

Pescasseroli, Palazzo Sipari

La famiglia Sipari tra le più ricche di Pescasseroli

     Quello del “bassettiere” era, annota comunque Benedetto Croce, “un mestiere complementare dell’industria delle pecore e necessarissimo”. “Perciò protetto con tutti i privilegi che spettavano ai pastori della mensa delle pecore in Puglia”, spiega Croce.

    E, aggiungiamo noi, un mestiere potenzialmente molto redditizio. Poche generazioni più avanti, rispetto al censimento del 1658, troviamo la famiglia Sipari tra le maggiori di Pescasseroli. Tanto è vero che la ritroviamo anche proprietaria dell’imponente ex palazzo baronale esistente nella cittadina,  nelle cui stanze ebbe i natali lo stesso filosofo dalla madre Luisa Sipari.

Articolo di Giorgio Mendicini
Abruzzo Travel and Food

Come arrivare a Pescasseroli

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