“Un patrimonio a rischio scomparsa: un artigiano non può permettersi un apprendista”

Arte ceramica aquilana

C’è una tradizione della ceramica abruzzese meno nota, rispetto ad altre più famose come quella di Castelli: è l’arte ceramica aquilana. Una tradizione comunque antica, di cui si conoscono poche tracce storiche, e che oggi è a rischio di scomparsa. Stella Lucente, con il suo laboratorio L’Aquila Ceramiche, è l’ultima ceramista rimasta a conoscere la tecnica aquilana dell’incisione che lei stessa, per sua iniziativa, ha recuperato dall’oblio. Il suo grande cruccio? Quello di non riuscire a trasmetterla, perché non c’è una scuola ed i costi per insegnare ad un apprendista sono oggi troppo alti per un artigiano.

Come è nata la passione per la ceramica

“Ho cominciato questo lavoro quasi per sbaglio, dopo studi completamente diversi”, racconta Stella Lucente. Nel 2002-2003, ripescata dopo alcune rinunce, ha avuto l’opportunità di seguire un corso per maestri ceramisti presso lo storico laboratorio delle ceramiche di San Bernardino a L’Aquila. Veniva però tenuto da maestri ceramisti di Castelli o che utilizzavano una tecnica diversa da quella aquilana, che nel frattempo si era persa perché, nel frattempo, il laboratorio delle ceramiche di San Bernardino aveva chiuso.

Numeri civici delle abitazioni in centro a L'Aquila Concluso il corso, nel 2004 Stella ha cominciato a lavorare nel laboratorio delle ceramiche di San Bernardino con altri due giovani ceramisti. Fino al 2009, quando è arrivato il terremoto e ha reso inagibile quella antica sede.

Da quel momento Stella Lucente ha lavorato a casa. Anche perché i costi per una bottega in centro a L’Aquila sono esorbitanti. Eppure il centro storico del capoluogo dovrebbe riempirsi di botteghe artigiane! Il lavoro comunque a Stella, che ha una grande precisione e ‘pulizia’ nell’incisione e nella pittura, non è mancato. Ha realizzato e realizza tuttora oggetti d’arredamento, bomboniere, piatti e boccali e – con grande gioia – i numeri civici per chi torna ad abitare nei palazzi ricostruiti nel centro di L’Aquila.

 

La ceramica aquilana con la tecnica dell’incisione: fasi della lavorazione

“Dopo aver creato il pezzo di argilla al tornio e averlo rifinito, per questa tecnica si passa all’ingobbiatura. Il pezzo ancora crudo viene immerso in un bagno di argilla bianca (o ingobbio). Quindi si lascia asciugare e, a “consistenza cuoio” (morbida ma non troppo), viene realizzata laArte ceramica aquilana, una serie di lavori di Stella Lucente decorazione incidendo con una punta metallica e ottenendo – dopo la prima cottura – un disegno dato dalla differenza dell’argilla di sotto (grigia, in cottura diventa rossa) e il bianco dell’argilla di sopra dato dal bagno nell’ingobbio. Dopo la prima cottura il manufatto viene colorato a pennello. Stella Lucente ha recuperato dalla tradizione alcuni colori: il giallo paglierino, un blu tendente alla carta da zucchero. Poi il pezzo viene invetriato (con la cristallina, per dare il lucido della ceramica) e rimesso di nuovo in forno. La prima cottura arriva a 990 gradi, la seconda a 935. La durata dalle 12 alle 14 ore.

Il cruccio per il futuro: “Chi proseguirà quest’arte?”

Stella Lucente è ormai conosciuta e lavora su ordinazione. “La ceramica si comincia a lavorare per passione ed è difficile – racconta la ceramista – che la mattina tu non abbia voglia di andare a lavorare. A livello economico non si diventa ricchi ma è un mestiere che permette di vivere. Certo, i tempi sono lunghi e i processi sono particolari. E per fare un pezzo si impiega tempo non sempre compensato dal ricavo economico ma dal piacere della realizzazione del manufatto”.

Stella Lucente ha un grande cruccio per il futuro. “Ho impiegato tanto tempo per recuperare questa tecnica dell’incisione – spiega – ma ad oggi non ho la possibilità di insegnarla a nessuno. Perché da sola posso lavorare ovunque, anche a casa. Ma far entrare un apprendista nel tuo laboratorio richiede un impegno economico – come avere un locale a norma, poter pagare l’apprendista il giusto – che sta al di sopra delle possibilità di un artigiano. Reggo questa attività accontentandomi del risultato economico ma non può supportare il costo dell’insegnamento ad un’altra persona”.

Allora come fare per non perdere quest’arte? “Dovrebbero essere degli enti o delle associazioni di categoria, come avvenuto nel mio caso, che si occupano di istituire scuole o corsi, attraverso dei fondi. Altrimenti, come per tutti i mestieri a metà tra l’arte e l’artigianato, il rischio della perdita del patrimonio è alto”.

Per contatti: Stella Lucente
www.laquilaceramiche.it – stella@laquilaceramiche.it – Facebook L’Aquila Ceramiche

Enrica Di Battista
Abruzzo Travel and Food

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