ITINERARIO PANORAMICO SULLA VALLE DELL'ATERNO

Archeologia, arte storia. La cattedrale di San Massimo a Bagno in una stampa di Georg Heinrich Busse

Prosegue il nostro itinerario a tappe, tra storia e archeologia, sopra la valle dell’Aterno, vicino a L’Aquila.  Nella sua monografia sul convento di Sant’Angelo di Ocre, complesso religioso che abbiamo descritto in un precedente articolo, il francescano Gerolamo Costa nei primi del ‘900 parla anche “de le antiche città limitrofe”.

Fra queste Forcona, antichissimo centro vestino, poi romano e quindi importante sede vescovile. Sorgeva nell’area dell’attuale Civita di Bagno, a pochi chilometri da L’Aquila. Di essa, scrive Padre Costa, resta “la diruta chiesa, di costruzione bizantina, dedicata al Vescovo San Raniero”.

Archeologia e storia, una tappa suggestiva

Rimangono inoltre avanzi di edifici romani e diverse iscrizioni latine. La chiesa era conosciuta come cattedrale di Forcona ed era dedicata anche a San Massimo, del quale conservò il corpo fin dalla metà del III secolo d.c.

Gli evocativi e superbi ruderi che disegnano integralmente la sua pianta – scolpiti nella pietra –  meritano senz’altro una visita. Si scorgono anche transitando in automobile. Forcona fu potentissima sede vescovile dal 680 al 1257, e l’inizio della sua fine coincise con la nascita e lo sviluppo de L’Aquila.

L’antico anello designa ancora gli attuali centri di Bagno

     Come rileva padre Costa, la città di Forcona apparteneva alla “provincia Aviense” di cui era capitale Aveja. A tal proposito, il dotto francescano afferma che Forcona era formata da “un aggregato di ville”, intese come residenze al centro di tenute e poderi. Perciò “Balneum cum Villis”   disegnava un anello di centri abitati che parte da Ripa di Bagno e segue con Bagno Grande, Bagno Piccolo, Cominio Di Bagno (Lilletta), Civita di Bagno, San Benedetto di Bagno, Sant’Angelo di Bagno, Vallesindola di Bagno. E poi di nuovo si ci si trova a Ripa.

   Prendendo spunto dagli “Atti del Santo Martire Eusanio”,  padre Costa disegna quindi gli antichi confini della Valle Forconese. Da questa zona si aprono numerosi scorci panoramici sulla valle.  “La parte di Oriente – scrive – incominciava al di là del castello di Sant’Eusanio, ai confini di Sinizzo” (con il suo suggestivo lago, n.d.r), di Peltuino (attuale Prata di Ansidonia, n.d.r.) e di Barisciano“.

“Da la parte di Occidente – prosegue padre Costa – giungeva fino alla contrada detta Pile, racchiudendo in sé, oltre alle ville, l’antichissima città di Cominio”.

E da quest’ultima località sarebbe derivato il nome di Forcona, ossia “Forum Cominii“.

Articolo di Giorgio Mendicini
Abruzzo Travel and Food

La zona di Bagno (L'Aquila)

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